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Il governo britannico impedisce l'accesso all'artista per ragioni di ordine pubblico e sicurezza. Salta il Wireless Festival di luglio dopo il ritiro degli sponsor e le polemiche sulle dichiarazioni filonaziste del musicista.
Il governo britannico impedisce l'accesso all'artista per ragioni di ordine pubblico e sicurezza. Salta il Wireless Festival di luglio dopo il ritiro degli sponsor e le polemiche sulle dichiarazioni filonaziste del musicista.
Il governo britannico ha deciso di sbarrare le porte a Ye, il rapper precedentemente noto come Kanye West, impedendogli di fatto l'ingresso nel Regno Unito dove l'artista era atteso come headliner del Wireless Festival di Londra.
La decisione è maturata a seguito delle gravissime polemiche suscitate dalle posizioni antisemite dell'artista e dalle sue dichiarazioni di ammirazione verso Adolf Hitler.
La tensione attorno alla sua figura ha portato gli organizzatori ad annullare l'intera rassegna prevista dal 10 al 12 luglio, dopo che sponsor storici come Pepsi avevano ritirato il proprio appoggio e la classe politica aveva esercitato forti pressioni.
Sulla vicenda è intervenuto Tom Wells, portavoce del Primo Ministro Keir Starmer, confermando che “il suo permesso di ingresso nel Regno Unito è attualmente in fase di valutazione”, un passaggio formale che anticipa il divieto definitivo.
Il musicista di Chicago, nel tentativo di arginare il boicottaggio, si era offerto di incontrare la comunità ebraica londinese per fornire spiegazioni, ma il gesto non ha sortito l'effetto sperato.
Anche il mondo dello sport ha preso le distanze: il Tottenham Hotspur ha respinto la richiesta dell'entourage di Ye di utilizzare lo stadio del club per una serie di concerti, motivando il rifiuto con lo storico legame tra la società calcistica e la comunità ebraica della capitale.
Il rapper, che ha recentemente pubblicato un brano dal titolo 'Heil Hitler' e pubblicizzato indumenti con simboli nazisti, aveva affidato ai social network attacchi durissimi che hanno segnato il punto di non ritorno.
In un post su X, l'artista aveva scritto: “Qualsiasi ebreo che fa affari con me deve sapere che non mi piacciono né mi fido degli ebrei… e lo dico da sobrio, senza aver bevuto nemmeno un goccio di Hennessy”, rincarando poi la dose affermando che “con gli ebrei si possono fare soldi, ma alla fine ti derubano sempre”.
Nonostante Ye abbia successivamente provato a scusarsi attribuendo le proprie uscite a un disturbo bipolare, il muro istituzionale britannico è rimasto invalicabile.
Resta ora da capire cosa accadrà per la data italiana, prevista per sabato 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia.
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