
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 2 Luglio 2026
L'allarme degli astronomi: "1,7 milioni di satelliti in orbita, avranno effetti devastanti"
Dal 2019 a oggi i dispositivi sono balzati a 14mila, trainati da Starlink. Il limite massimo calcolato è di 100mila.
Il futuro della ricerca astronomica rischia di essere pesantemente compromesso dalla proliferazione incontrollata delle megacostellazioni satellitari private. I piani industriali che prevedono la messa in orbita di oltre 1,7 milioni di nuovi dispositivi avrebbero infatti "conseguenze devastanti" sulla capacità di studio dello spazio profondo.
È il severo monito lanciato da un'analisi dello European Southern Observatory (Eso).
La ricerca, condotta dall'astronomo Olivier Hainaut e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Astronomy and Astrophysics, traccia una soglia limite invalicabile per garantire la funzionalità dei moderni telescopi terrestri. Secondo i calcoli dei ricercatori, per non oscurare il cielo notturno la quota totale di ripetitori non dovrebbe superare le 100mila unità complessive, a patto che questi risultino completamente invisibili a occhio nudo; qualora i dispositivi presentassero indici di luminosità superiori, il tetto massimo tollerabile dovrebbe calare ulteriormente.
Il fulcro del problema risiede nel riverbero generato dalle strutture artificiali rispetto alla debole luce emessa dai corpi celesti. "I satelliti, illuminati dal Sole, sono molto più luminosi delle galassie lontane", afferma Hainaut. "Quando un satellite attraversa il nostro campo visivo, lascia una scia luminosa sull'immagine, oscurando ciò che si trova dietro di esso. L'orbita terrestre bassa è di immenso valore per la vita moderna, ma dobbiamo gestire l'impatto delle megacostellazioni per garantire che questa risorsa rimanga incontaminata e accessibile alle generazioni future".
Il dossier dell'Eso evidenzia un'accelerazione verticale del fenomeno negli ultimi anni: a partire dal 2019, la popolazione di satelliti in orbita bassa è cresciuta in modo vertiginoso fino a raggiungere l'attuale quota di circa 14mila unità operative. Di queste, la fetta maggioritaria (oltre 10mila vettori) fa capo alla rete Starlink di SpaceX, il progetto di connettività Internet globale sviluppato dall'azienda di Elon Musk. La sola compagine statunitense stima di integrare la propria flotta con un altro milione di apparecchi nei prossimi anni, ai quali si sommeranno i programmi gemelli dei competitor internazionali.
Per misurare i coefficienti di interferenza, il team di Hainaut ha elaborato modelli predittivi simulando traiettorie, spostamenti e rifrazione luminosa di tutti i network spaziali attivi e di prossima generazione.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














