L'atleta Elnaz Rekabi: il mio velo si è inavvertitamente staccato, chiedo scusa
L'iraniana ha gareggiato senza velo in Corea del Sud "a causa di un cattivo tempismo e della chiamata imprevista per scalare la parete". Media: sarà condotta nella prigione di Evin.
(Prima Notizia 24)
Martedì 18 Ottobre 2022
Roma - 18 ott 2022 (Prima Notizia 24)
L'iraniana ha gareggiato senza velo in Corea del Sud "a causa di un cattivo tempismo e della chiamata imprevista per scalare la parete". Media: sarà condotta nella prigione di Evin.
L'atleta iraniana Elnaz Rekabi si è scusata per aver gareggiato domenica in Corea del Sud senza indossare l'hijab. La scalatrice ha spiegato in un post su Instagram che il velo era caduto "inavvertitamente" e ha chiesto scusa per aver "fatto preoccupare tutti".

Adesso, ha precisato, sta facendo ritorno in Iran, insieme con il resto della sua squadra.

"A causa di un cattivo tempismo - conclude il post - e della chiamata imprevista per scalare la parete, il mio velo si è inavvertitamente staccato".

Secondo quanto riporta il sito di giornalisti dissidenti iraniani IranWire, sarà portata da Seoul fino alla prigione di Evin, a Teheran.

Per il sito, l'atleta sarebbe stata ingannata dal capo della Federazione di arrampicata iraniana ed ex membro del Ministero dell'Informazione, Reza Zarei, portandola dall'albergo di Seoul fino all'Ambasciata iraniana, per ordine del Presidente del Comitato Olimpico iraniano, Mohammad Khosravivafa, che avrebbe agito, a sua volta, per ordine delle Guardie Rivoluzionarie.

Per la legge iraniana, le donne devono portare il velo anche durante le manifestazioni sportive, e anche quando le atlete gareggiano all'estero, come rappresentanti del proprio Paese.

Una fonte ha dichiarato a IranWire che "Elnaz aveva deciso di apparire senza l'hijab circa un mese fa e sapeva che avrebbe gareggiato senza l'hijab obbligatorio". L'atleta, ha proseguito la fonte, non ha fatto richiesta d'asilo, "perché suo marito è in Iran e voleva tornare dopo la competizione. Prende sempre decisioni così audaci".

Zarei aveva promesso all'atleta che, se lei avesse consegnato telefonino e passaporto, sarebbe stata portata in Iran velocemente, senza far sapere nulla a nessuno e senza alcun pericolo. Tuttavia, ha detto una fonte interna a IranWire, "sappiamo cosa fanno le ambasciate della Repubblica islamica. La porteranno direttamente all'aeroporto e la riporteranno in Iran".

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