"Il respingimento del ricorso presentato dall’ormai decaduto sindaco di Latina da parte del Consiglio di Stato non mi sorprende. È plausibile che anche quest’organo di rilievo costituzionale decida di attenersi alla sentenza del Tar che ha accertato irregolarità alle elezioni dello scorso ottobre in ben ventidue seggi. Resta una grave falla di tutto il centrodestra, il non aver provveduto all’immediata sfiducia di Coletta, lasciando la città nell’ingovernabilità.
Non credo neanche che il tempo perso dall’insediamento di questa giunta immobile sia recuperabile. Il nuovo commissario del Comune di Latina, Carmine Valente, la dottoressa Monica Perna e il dottor Maurizio Alicandro che lo affiancheranno – a cui esprimo il mio sincero apprezzamento per la dimostrazione di responsabilità nei confronti dei latinensi - comprenderanno rapidamente il disastro compiuto dalla giunta ormai decaduta. Il pantano amministrativo che ha ancora molto da rivelare, a mio avviso, scavando tra le carte". Così Marinella Pacifico, Senatrice di Coraggio Italia.
"Le irregolarità registrate durante le amministrative, che fortunatamente sono uscite allo scoperto, sono solamente l’ultimo episodio di sei anni di vergogna ed umiliazione per i cittadini. Penso ai 6 milioni di euro che devono essere restituiti per la messa in sicurezza delle scuole dopo che non sono stati fatti partire i lavori. All’aumento del 50 percento del biglietto del trasporto pubblico a favore del gestore senza alcun motivo. E ancora ai 600mila euro non pagati di quattro conguagli alla precedente società di trasporto pubblico dal Comune di Latina dal 2011 al 2016, secondo quanto riconosciuto da sentenze del Tribunale", evidenzia.
"Se possiamo definire l’amministrazione Coletta ‘fantasma’ in termini di servizi, essa è stata assolutamente presente nel depredare noi cittadini per sfamare l’ingordigia dei gruppi che le hanno garantito la sopravvivenza. Penso ancora alla tragica gestione dei rifiuti, al mancato rispetto delle regole per la riapertura del teatro D’Annunzio, alla mancata manutenzione di strade, verde, spazi ricreativi. E l’elenco è ancora lungo".
"Sono stati anni di giri di poltrone, personalismi e balletti sui numeri delle commissioni. La stessa giunta è stata capace di rinnegare il regolamento che essa stessa aveva approvato nella passata Consiliatura. Ma quello che più mi addolora è che il centrodestra, pur avendo la maggioranza, ha preferito assistere a questo scempio, piuttosto che sfiduciare l’amministrazione Coletta mentre Latina lentamente sfioriva. Ricordo il voto favorevole di alcuni partiti della coalizione di centrodestra all’aumento dell’8% delle tariffe di Acqualatina alla Conferenza dei sindaci giusto per compiacere l’ex primo cittadino", prosegue.
"Il degrado e la sporcizia, infine, hanno raggiunto livelli inimmaginabili nel centro cittadino. La comunità esasperata ha perfino minacciato di presentare un esposto alle autorità giudiziarie per lo stato di incuria nella frequentatissima Via Adua. Le dirigenze nazionali dei partiti di centrodestra devono prendere atto della politica personalistica dei propri rappresentanti locali che hanno scelto la poltrona pur senza amministrare. E così l’incubo per Latina non è ancora finito".
"Questi personaggi oggi si affacciano nuovamente sulla scena per avere un posto in poltronissima. Le dirigenze nazionali siano consapevoli che l’alleanza territoriale non si è dimostrata preparata a condurre una campagna elettorale in sostegno di un unico candidato per Latina. Ecco perché come senatrice della Repubblica, ho scelto di restare fuori dalla coalizione in questa seconda battuta. All’indomani dell’elezione di Coletta, avevo affermato che il cdx doveva dare prova di coraggio sfiduciando il primo cittadino. Ho sempre sostenuto che un sindaco dell’area politica opposta alla maggioranza non ci avrebbe portato da nessuna parte. Non c’è dubbio che il candidato Vincenzo Zaccheo sia un bravissimo amministratore, ma purtroppo non ha ricevuto il sostegno necessario dall’intera coalizione. Diversi esponenti di partiti di destra non hanno mantenuto la promessa di supporto al candidato. Già dalla prima tornata elettorale, ci sono state indicazioni di voto disgiunto", conclude Pacifico.
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