
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 11 Settembre 2026
Lavoro, Istat: nel secondo trimestre tasso di occupazione record al 63,1%, occupati a 24,3 milioni
Risale al 5,6% la disoccupazione ma calano gli inattivi. Crescono i contratti a tempo indeterminato e l'input di lavoro.
Il mercato del lavoro italiano manda un nuovo segnale di tenuta e registra un primato storico. Nel secondo trimestre il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni è salito al 63,1%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al periodo precedente: si tratta del valore più alto dall'inizio delle serie storiche rilevate dall'Istat.
Parallelamente si registra un lieve incremento del tasso di disoccupazione, che si attesta al 5,6% con un aumento marginale di 0,1 punti. I dati diffusi dall'istituto di statistica evidenziano che il numero totale degli occupati ha raggiunto la quota record di 24 milioni e 363 mila unità, segnando un incremento di 155 mila lavoratori rispetto al trimestre precedente e di 246 mila su base annua.
La crescita congiunturale è stata trainata sia dai dipendenti a tempo indeterminato (+120 mila, pari a +0,7%) sia da quelli a termine (+18 mila, +0,7%), oltre che dagli indipendenti (+17 mila).
Sul fronte dei disoccupati si rileva una crescita congiunturale di 31 mila unità per un totale di 1 milione e 440 mila persone in cerca di impiego, mentre scendono a 12 milioni e 54 mila gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, con un calo di 185 mila unità e un tasso di inattività in discesa al 33%. In linea con l'andamento dell'occupazione cresce anche l'input di lavoro misurato dalle ore lavorate, che mostra un incremento dello 0,3% sul trimestre precedente e dell'1,3% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno, a fronte di un Prodotto interno lordo cresciuto dello 0,2% in termini congiunturali e dell'1,0% in termini tendenziali.
Dal lato delle imprese si osserva una dinamica positiva delle posizioni lavorative dipendenti (+0,3% sul trimestre e +1,3% sull'anno), sostenuta in particolare dalle posizioni in somministrazione (+3,0% annuo). Sale infine del 2,8% su base annua il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente, spinto soprattutto dall'aumento dei contributi sociali (+3,4%) e delle retribuzioni (+2,7%).
Un elemento di rilievo riguarda la progressiva riduzione degli inattivi, in particolare per quanto concerne i cosiddetti "scoraggiati", ovvero coloro che non cercano un impiego ritenendo di non poterlo trovare, scesi a 644 mila unità con una contrazione del 14,2% su base annua (-107 mila). A diminuire sono anche le persone che non cercano lavoro per motivi familiari (-194 mila), pur evidenziando una profonda disparità di genere: il calo tra gli uomini sfiora il 28%, mentre tra le donne si ferma al 5%, lasciando oltre 2,9 milioni di donne fuori dal mercato del lavoro per ragioni familiari a fronte di appena 108 mila uomini.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














