
- Prima Notizia 24
- Napoli - Venerdì 11 Settembre 2026
Morte del piccolo Domenico, il legale della famiglia: "Con il cuore artificiale si sarebbe salvato, si valuti l'omicidio volontario"
Depositata la superperizia del gip sulla tragedia del Monaldi. Oggi l'udienza al Riesame per le misure interdittive ai cardiochirurghi.
In attesa degli sviluppi giudiziari sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2026 all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il precedente 23 dicembre, la difesa della famiglia sollecita un riposizionamento delle accuse.
"Se entro 72 ore fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, Domenico sarebbe stato ritrapiantabile e avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%, lo scrivono i periti del gip nella loro relazione di 553 pagine, per questo chiedo che la Procura valuti l'ipotesi di contestare l'omicidio volontario al posto del colposo", ha dichiarato l'avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo.
L'istanza si inserisce nel quadro delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, per le quali i periti nominati dal gip Mariano Sorrentino — i professori Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini — hanno depositato una dettagliata superperizia intesa a ricostruire la catena degli eventi clinici compresi tra il giorno dell'intervento e il decesso del paziente.
Parallelamente, si tiene a Napoli l'udienza dinanzi al Tribunale del Riesame per discutere i ricorsi presentati dai legali dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. I due medici sono stati colpiti nei mesi scorsi da misura interdittiva (rispettivamente di un anno per il caposquadra e di sette mesi per la chirurga) con l'accusa di falso nel referto operatorio, per presunte modifiche apportate alla cartella clinica del bambino.
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