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- Roma - Venerdì 11 Settembre 2026
Stati Uniti, Vance infiamma la convention di Dallas: "I democratici sono il partito dell'odio"
Il vicepresidente attacca l'opposizione e lancia i repubblicani verso le midterm, mentre Trump chiede agli elettori un giuramento di fedeltà alle urne.
Il vicepresidente JD Vance apre ufficialmente la campagna repubblicana per le prossime elezioni di metà mandato lanciando un duro attacco ai democratici dalla convention dell'American Airlines Center di Dallas, in quello che per gli osservatori rappresenta il primo vero banco di prova in vista delle presidenziali del 2028.
Nel corso di un intervento privo di riferimenti alla crisi con l'Iran o al 'dividendo' da 5.000 dollari promosso dall'amministrazione, Vance ha fatto leva su argomenti identitari e sulla difesa della famiglia tradizionale per compattare la base del partito: "I democratici sono il partito che disprezza l'America e che ha simpatia per i terroristi che hanno perpetrato l'11 settembre. Non dimentichiamoci mai che l'America appartiene a chi la ama", ha affermato dal palco.
Il vicepresidente ha quindi invitato i sostenitori a sostenere la linea di governo: "Non vi chiedo di concordare con me su ogni singola politica dell'amministrazione, ma di riconoscere il contrasto con i radicali e i risultati ottenuti negli ultimi 18 mesi. Ciò che voglio per la mia famiglia, lo voglio per la vostra: voglio che le aziende americane abbiano lavoratori americani che costruiscano la prossima generazione di grandi prodotti".
Ha poi preso la parola Donald Trump, che ha elogiato il suo vice e rivendicato i successi del proprio mandato: "Due anni fa sono stato eletto per salvare l'America e ho mantenuto tutte le promesse. Ho preso il momento buio dell'America e l'ho trasformato in un'età dell'oro".
Rimarcando l'importanza decisiva delle prossime consultazioni, il presidente ha spronato i presenti fino a richiedere un simbolico giuramento di fedeltà sulle urne: "Vi chiedo il favore più grande: fate finta che sia io a correre e che il mio nome sia sulla scheda. Alzate la mano e ripetete con me: prometto al più grande presidente della storia degli Stati Uniti che andrò a votare".
Tra gli applausi della platea e il calo scenografico dei palloncini sulle note dell'inno nazionale, si è chiusa così la prima convention repubblicana, i cui effetti reali sul consenso in vista delle urne restano ora da verificare sul campo.
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