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- Roma - Giovedì 14 Maggio 2026
Libertà di stampa e querele temerarie, a Roma il confronto tra giornalisti, magistrati e politica
Alla Sala Capranichetta il dibattito promosso da Il Riformista e L'Unità rilancia il tema delle querele intimidatorie e della tutela del diritto di cronaca. Al centro del confronto la proposta di una nuova legge per bilanciare libertà d’informazione e tutela della reputazione.
Il tema delle querele temerarie torna al centro del dibattito pubblico e politico. Nella cornice della Sala Capranichetta, a pochi passi da Montecitorio, si è svolto l’incontro “Contro le querele intimidatorie, per la libertà di stampa”, promosso da Il Riformista e L'Unità con la partecipazione di parlamentari, magistrati, giornalisti e rappresentanti del mondo dell’informazione.
L’obiettivo del confronto è stato quello di avviare una riflessione condivisa sulla necessità di aggiornare la normativa italiana in materia di diffamazione e tutela del diritto di cronaca, affrontando il fenomeno delle cosiddette “querele temerarie”, considerate da molti operatori del settore uno strumento potenzialmente capace di esercitare pressione sull’attività giornalistica.
Ad aprire il dibattito è stato Aldo Torchiaro (NELLA FOTO), giornalista de Il Riformista, che ha illustrato dati e numeri relativi ai procedimenti giudiziari affrontati negli ultimi anni da alcune testate giornalistiche.
Nel corso del suo intervento, Torchiaro ha evidenziato la necessità di una riforma normativa capace di garantire maggiore equilibrio tra diritto di critica, libertà di stampa e tutela della reputazione personale.
Tra le proposte discusse durante l’incontro figurano misure per scoraggiare le azioni giudiziarie considerate intimidatorie, la definizione di criteri più chiari per le eventuali sanzioni economiche e una revisione delle norme civili e penali legate alla diffamazione a mezzo stampa.
Nel dibattito sono intervenuti anche Piero Sansonetti e Claudio Velardi. Sansonetti ha richiamato il ruolo centrale del pluralismo dell’informazione nello Stato di diritto, sottolineando l’importanza di evitare che le querele possano trasformarsi in strumenti di pressione nei confronti dell’attività giornalistica. Velardi ha invece evidenziato la necessità di un confronto costruttivo tra potere politico, giudiziario e sistema dell’informazione per aggiornare le regole del settore.
Al tavolo del confronto ha partecipato anche Rocco Maruotti, segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati, in un dialogo che ha coinvolto esponenti di diverse sensibilità istituzionali e professionali.
L’iniziativa romana riaccende così l’attenzione sul rapporto tra giustizia, informazione e libertà di espressione, tema sempre più centrale nel dibattito pubblico italiano e internazionale.
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