
- Prima Notizia 24
- Santa Margherita Ligure (GE) - Giovedì 10 Settembre 2026
Liguria: Oltre 50 cittadini ricorrono al TAR contro la realizzazione di un ecomostro
Nella ridente e turistica cittadina della provincia genovese, molti residenti supportati, da associazioni locali e nazionali, contestano un progetto che minaccia l'area dell'ex ospedale e rischia di provocare danni alle falde acquifere. Nell'ultimo periodo anche L'Altritalia Ambiente, ha deciso di sostenere tale battaglia
Più di 50 residenti, affiancati dall’ANPAI Tigulliana e dall’Associazione "Amici del Monte di Portofino", hanno unito le forze per denunciare pubblicamente il progetto di riqualificazione dell’area dell'ex ospedale in Via Fratelli Arpe che prevederebbe la demolizione della struttura storica per fare spazio a 3 maxi edifici residenziali (con 90 appartamenti), un auditorium e ben 250 box interrati.
Un significativo intervento sul territorio che ha spinto molti cittadini a presentare un ricorso formale al TAR Liguria, curato dall'avvocato Daniele Granara, per chiedere l'annullamento immediato dei titoli edilizi.
Nell'ultimo periodo anche l'associazione di protezione ambientale L'Altritalia Ambiente ha deciso di appoggiare la protesta dei cittadini.
I principali nodi contestati da questi ultimi dipingono un quadro allarmante per il futuro della città.
Al primo posto mettono il pericolo idrogeologico ed edilizio, poiché lo scavo previsto per i box sotterranei insiste su un sedime roccioso caratterizzato da numerosi corsi d’acqua sotterranei.
Il rischio di danni strutturali alle strade, alle abitazioni confinanti e alle reti idriche ed elettriche è molto alto, così come sarebbe molto alto il rischio di allagamenti del centro città in occasione di piogge violente Inoltre temono la paralisi totale del traffico.
Per lo smaltimento delle macerie è stimato il passaggio di 15-18mila mezzi pesanti da 30 tonnellate nell'arco di oltre due anni.
Questo flusso insostenibile non soffocherà solo Via Fratelli Arpe e tutta la città di Santa Margherita Ligure, ma bloccherà gli svincoli autostradali e la viabilità di Recco e Rapallo, mettendo in ginocchio il turismo, asse portante dell'economia locale.
Poi l'inquinamento e "effetto alveare". I
picchi di CO2, PM10 e PM2.5 dovuti ai cantieri distruggeranno la qualità dell'aria.
Inoltre, il progetto prevede monolocali e bilocali da appena 50 mq, violando il taglio minimo di 80-100 mq imposto dal Piano Regolatore per evitare la creazione di veri e propri "edifici alveare".
Il ricorso al TAR, presentato da numerosi cittadini, evidenzia oltre a numerose lacune procedurali, documentali e tecniche, l'omessa Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per un incremento volumetrico illegittimo del 20%.
Viene denunciato inoltre l'oscuramento visivo del monumentale Oratorio di Nostra Signora del Suffragio.
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