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  • Roma - Lunedì 7 Settembre 2026

Roma e Ostia, allarme pini. Curaa accusa: "Anni di ritardi, ora si faccia chiarezza sulle responsabilità"

L’associazione guidata da Jacopa Stinchelli torna all’attacco sulla gestione della cocciniglia tartaruga e chiede controlli fitosanitari documentati prima degli abbattimenti. Nel mirino anche gli interventi annunciati negli anni scorsi: "Le pinete non hanno bisogno di passerelle, ma di cure immediate e verificabili". Annunciate iniziative legali per accertare eventuali omissioni.

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Pini abbattuti, altri ormai compromessi e intere aree verdi che, secondo gli ambientalisti, avrebbero pagato il prezzo di interventi insufficienti o tardivi.

Sulla situazione del patrimonio arboreo di Roma e del litorale torna a intervenire CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti, che chiede alle istituzioni di fare chiarezza sulla gestione dell'emergenza provocata dalla Toumeyella parvicornis, la cosiddetta cocciniglia tartaruga del pino.

"Ci risiamo: alla vigilia delle elezioni la politica torna a ricordarsi delle nostre pinete, ormai ridotte a cimiteri di alberi morti", denuncia la presidente dell'associazione Jacopa Stinchelli. Al centro delle contestazioni di CURAA c'è soprattutto ciò che sarebbe accaduto negli ultimi cinque anni.

L'associazione ricorda come durante la campagna elettorale del 2021 Roberto Gualtieri avesse annunciato 7 milioni di euro destinati alla cura dei pini di Roma e Ostia. "A nostro giudizio quella promessa non ha prodotto i risultati annunciati – sostiene Stinchelli – mentre negli anni successivi l'infestazione si è ulteriormente propagata, compromettendo interi tratti delle vie consolari e delle pinete, soprattutto a Ostia".

Una situazione sulla quale CURAA chiede adesso risposte precise, a partire dall'applicazione delle misure fitosanitarie previste per contrastare il parassita. L'associazione richiama il decreto ministeriale del 3 giugno 2021, che prevedeva misure di contrasto alla Toumeyella parvicornis, compresi trattamenti fitosanitari, mentre l'abbattimento riguardava gli esemplari irrimediabilmente compromessi e non recuperabili secondo le condizioni previste dalla normativa.

"La norma esisteva già cinque anni fa e prevedeva strumenti concreti", afferma Stinchelli, che denuncia quello che considera un paradosso: alberi sani o ancora curabili che verrebbero abbattuti e altri realmente compromessi che, invece, resterebbero in piedi. Da qui la richiesta di controlli fitosanitari trasparenti e documentati prima di ogni abbattimento, accompagnati da diagnosi puntuali e dalla messa in sicurezza degli esemplari realmente pericolosi, senza rinunciare alle cure quando esistano ancora possibilità di salvare la pianta. CURAA contesta anche l'idea che il deterioramento del patrimonio arboreo romano possa essere spiegato prevalentemente attraverso gli effetti del cambiamento climatico.

"Il clima può aumentare la vulnerabilità degli alberi, ma non può diventare un alibi per l'assenza di prevenzione, monitoraggio e cura", sostiene Stinchelli.

Per l'associazione la questione va ben oltre la gestione ordinaria del verde. Il pino domestico e i grandi viali alberati rappresentano infatti uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio della Capitale e del suo litorale. Perderli progressivamente significherebbe modificare una parte dell'identità stessa di Roma.

L'appello viene rivolto anche alle organizzazioni ambientaliste presenti ai tavoli istituzionali. CURAA chiama in causa Legambiente e WWF, chiedendo un intervento affinché, secondo la posizione dell'associazione, vengano fermati gli abbattimenti indiscriminati di esemplari sani o recuperabili e siano applicate le misure fitosanitarie previste per la tutela dei pini.

Ma questa volta la protesta potrebbe spostarsi anche sul terreno giudiziario. CURAA annuncia infatti l'intenzione di intraprendere "tutte le iniziative legali consentite" per verificare l'esistenza di eventuali omissioni e responsabilità nella gestione del patrimonio di pini di Roma e Ostia.

Una richiesta di accertamento che apre inevitabilmente una domanda: quanto dell'attuale situazione era realmente inevitabile e quanto, invece, avrebbe potuto essere prevenuto attraverso interventi più tempestivi? È su questo terreno che l'associazione chiede ora alle istituzioni di fornire dati, documentazione e risposte.

"Basta promesse elettorali e annunci senza risultati", conclude CURAA. Perché, sostiene l'associazione, le pinete di Roma e Ostia non hanno bisogno di nuove passerelle, ma di interventi "immediati, efficaci, trasparenti e verificabili".

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