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- Roma - Martedì 18 Agosto 2026
Lingua: "Femminicidio" è la voce più cercata sul portale Treccani nel 2026
L'Istituto dell'Enciclopedia Italiana traccia il bilancio delle consultazioni online: tra i neologismi più digitati compaiono "maranza", "fake news" e "overtourism".
È la parola "femminicidio" a guidare la classifica delle parole più cercate sulla piattaforma digitale della Treccani nei primi mesi del 2026. Il dato emerge dall'analisi condotta dal celebre istituto culturale sulle ricerche effettuate dagli utenti sul proprio sito ufficiale, che misura l'impatto dei termini di recente introduzione o di forte attualità socioculturale nel linguaggio quotidiano.
Come spiegano gli esperti dell'Enciclopedia Italiana per motivare l'altissima frequenza di ricerca di questa voce, "la diffusione del termine è una risposta alla drammatica necessità di nominare con precisione l'uccisione di una donna da parte di un uomo, spesso il marito o il compagno, all'interno di una cultura in cui le donne vengono spesso oppresse e sottoposte a violenza per il loro genere".
Subito dietro il vocabolo principe del dibattito di genere si posiziona "maranza", termine riaffiorato dal gergo giovanile per definire "giovane che fa parte di gruppi di strada chiassosi, prepotenti e riconoscibili per l'abbigliamento vistoso e per il linguaggio e il modo di fare volgari", evolvendo rispetto alla sua originaria accezione degli anni Ottanta.
Il podio delle consultazioni si completa con "fake news", l'espressione anglosassone impiegata per indicare le "notizie false, diffuse apposta online e fatte circolare rapidamente".
La graduatoria dei dieci neologismi più cercati sul portale comprende poi vocaboli legati alle trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni. Al quarto posto figura "overtourism", voce usata per fotografare il "sovraffollamento turistico, cioè la presenza esagerata di turisti in alcuni periodi dell'anno in città e luoghi famosi, che provoca o può provocare danni ai monumenti e all'ambiente, oltre a disagi per i residenti".
Seguono "influencer", definito come "un personaggio popolare sui social network, che può influenzare i comportamenti, le scelte e gli acquisti di un certo pubblico", "smart working", la modalità di "flessibilità prevista dalla legge all'interno di un rapporto di lavoro, per aumentare la produttività e facilitare il lavoratore o la lavoratrice nel conciliare l'attività lavorativa con le esigenze personali", e il termine "follower".
A chiudere l'elenco dei concetti più cliccati compaiono infine "rider", la figura di "una persona che fa consegne a domicilio, soprattutto di piatti pronti, tramite una bicicletta equipaggiata", la parola "meme" — definita come "un contenuto (foto, video, disegno, ecc.) che si trasmette da una persona all'altra tramite i social media, diventando virale, cioè molto diffuso" — e "selfie", l'ormai classico "autoscatto fatto con la fotocamera, di solito di uno smartphone o di una webcam, che viene spesso condiviso sui social network".
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