M. Oriente: Meloni, apertura su Board per Gaza, ma serve tempo per nodi costituzionali

"Non sarebbe intelligente autoescludersi da un organismo che può giocare un ruolo unico nella costruzione della prospettiva dei 'due Stati'".

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 21 Gennaio 2026
Roma - 21 gen 2026 (Prima Notizia 24)

"Non sarebbe intelligente autoescludersi da un organismo che può giocare un ruolo unico nella costruzione della prospettiva dei 'due Stati'".

L’Italia conferma il proprio interesse strategico verso il Board of Peace per Gaza, ma frena sulla sottoscrizione immediata dello statuto per ragioni di compatibilità giuridica. Lo ha dichiarato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante lo speciale per i trent'anni di Porta a Porta su Rai1.

"La posizione dell'Italia è di apertura e disponibilità. Non sarebbe intelligente autoescludersi da un organismo che può giocare un ruolo unico nella costruzione della prospettiva dei 'due Stati'", ha spiegato la Premier. Tuttavia, Meloni ha evidenziato un problema di natura costituzionale: "Dalla lettura dello statuto sono emersi elementi di incompatibilità, in particolare con l'articolo 11 della Costituzione, che regola la cessione di sovranità in condizioni di parità tra Stati. Ci serve più tempo per un lavoro di approfondimento legale".

In merito alle critiche su una possibile "ONU privata", Meloni ha chiarito che il Board nasce nell'alveo di una risoluzione delle Nazioni Unite e non mira a sostituirle. Sulla controversa presenza di Vladimir Putin nell'organismo, la Premier ha minimizzato: "È una questione politica, ma nel multilateralismo ci si siede sempre con chi è distante da noi. La Russia è già nel Consiglio di Sicurezza ONU e al G20; non è una novità del sistema multipolare".

Ambienti parlamentari confermano, inoltre, una "massima consonanza" di vedute sul tema tra la Premier e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nonostante le perplessità sollevate da alcuni esponenti della maggioranza verso l'iniziativa promossa dalla presidenza USA.

Interpellata sulle recenti dichiarazioni di Donald Trump, che ha escluso l'opzione militare in Groenlandia, Meloni ha definito la scelta "realistica", ma ha spostato l'asse del dibattito sulla sicurezza collettiva. "La Groenlandia è territorio di responsabilità NATO. Il tema posto dagli americani sulla sicurezza di un'area così strategica e ricca di materie prime è corretto e riguarda anche l'Europa, specialmente alla luce dei cambiamenti climatici e delle mire di potenze straniere sull'Artico".


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