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- Roma - Mercoledì 13 Maggio 2026
Mattarella celebra i 145 anni della SIAE: “Senza cultura l’Italia sarebbe più povera e triste”
Il Presidente della Repubblica riceve autori ed editori al Quirinale. Tra le celebrazioni istituzionali e i ringraziamenti per la tutela della creatività, spiccano i siparietti con Diego Bianchi e Paolo Sorrentino.
In occasione del 145° anniversario della Società Italiana degli Autori ed Editori, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al valore civile ed economico della produzione culturale italiana.
Ricevendo una delegazione della SIAE al Quirinale, il Capo dello Stato ha sottolineato il ruolo cruciale dell'ente nella protezione dell'ingegno: “La Siae tutela gli autori, quindi difende, protegge, cura le esigenze della cultura, di quello che emerge dalla creatività degli autori”.
Mattarella ha poi evidenziato l'impatto numerico e morale di questo lavoro, citando i 126.000 autori e le 30 milioni di opere tutelate come un pilastro della coscienza nazionale: “Sarebbe un'Italia povera e anche triste senza il contributo che date nelle varie forme della cultura. E se il nostro Paese trova strumenti di speranza, di sostegno, anche di orgoglio, è grazie a quello che fate”.
La cerimonia ha vissuto momenti di insolita leggerezza grazie agli interventi di alcuni artisti presenti. Diego Bianchi, conduttore di Propaganda Live, ha scatenato l'ilarità della sala rivolgendosi direttamente al Presidente con una battuta sulle procedure istituzionali: “Secondo me anche lei si diverte alle consultazioni...”.
Bianchi ha ironizzato sulla differenza tra l'incontro odierno e i momenti più tesi della vita politica, rivelando anche un aneddoto sulla famosa porta del Quirinale inquadrata ossessivamente dalle telecamere durante le crisi di governo: “Era logora e qualcuno al Quirinale alla fine ha detto: 'forse è l'ora di cambiarla'”.
Il riferimento è stato accolto da un sorriso divertito di Mattarella, che ha mostrato di apprezzare la verve comunicativa del giornalista.
Anche il regista premio Oscar Paolo Sorrentino ha contribuito a incrinare piacevolmente la rigidità del cerimoniale. Nel suo breve discorso, applauditissimo, ha rivolto un elogio singolare al Capo dello Stato: “Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri”.
L'incontro si è concluso in un clima di grande cordialità, ribadendo l'alleanza strategica tra le istituzioni e il mondo della cultura per il futuro del Paese.
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