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  • Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 12:40

Mattarella: "Non si guardi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione. Farsi carico del loro malessere"

Il Capo dello Stato alla cerimonia dei Cavalieri del Lavoro: "Servono politiche per fermare la fuga all'estero e l'esclusione sociale". Poi il monito contro i nuovi monopoli su intelligenza artificiale e satelliti: "Il loro controllo garantisce la libertà".

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Un duro richiamo alla responsabilità nei confronti delle nuove generazioni e un monito fermo contro i rischi di emarginazione sociale e strapotere dei nuovi oligopoli tecnologici. È il cuore dell'intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciato al Quirinale in occasione della cerimonia di consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri dell'Ordine "Al Merito del Lavoro".

Il Capo dello Stato ha individuato nella condizione giovanile una priorità assoluta per le istituzioni e per l'intero tessuto produttivo: "Molti giovani rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare. La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. E' una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società".

Mattarella ha sottolineato l'urgenza di frenare l'emorragia dei talenti che lasciano il Paese: "Le prospettive dei giovani sono, com'è evidente, cruciali per determinare l'evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell'impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili".

Per il Presidente, la costruzione di una società coesa richiede uno sforzo congiunto che unisca formazione e mondo dell'impresa, andando oltre le sole logiche congiunturali: "Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno. Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti".

Un'alleanza generazionale resa complessa dal calo demografico e dai ritmi dell'innovazione: "Collegare la qualità dell'impresa e del lavoro a quella dello studio rappresenta un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza, o almeno la naturale trasmissione tra giovani e adulti che è vitale per costruire il futuro. Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. E' nella coesione che una società cresce meglio e di più".

Un passaggio centrale dell'allocuzione è stato dedicato all'attuale contesto geopolitico e alle sue ricadute sull'economia reale, minacciata da "insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche" e dal peso di "cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale".

Di fronte alle vulnerabilità evidenziate dai bassi salari, dal costo dell'energia e dall'inflazione, Mattarella indica nell'integrazione comunitaria l'unica risposta efficace, richiamando la storica lezione di Luigi Einaudi sui rischi delle concentrazioni economiche: "E' tema, quello dei monopoli, che si ripropone periodicamente - ora in nuovi ambiti come quelli delle tecnologie satellitari e dell'intelligenza artificiale - e su cui è tutt'altro che improprio riflettere, visto il peso crescente che hanno assunto sulla nostra vita quotidiana. Soccorre la battaglia di Luigi Einaudi alla Assemblea Costituente. I monopoli sono responsabili di disoccupazione e disuguaglianze, indicandoli 'come origine più profonda e vera dei mali sociali'. Il controllo dei monopoli è, cioè, libertà, e le norme nazionali e comunitarie servono a questo scopo".

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