Matteo Renzi: “Buon compleanno mamma”
Usa la sua newsletter Matteo Renzi per parlare di politica, ma oggi lo fa anche per fare gli auguri alla sua mamma e alla sua nonna del cuore che si prepara a festeggiare i suoi 103 anni di vita. E’ quella che un massmediologo famoso come Giampiero Gamaleri chiama “la politica dell’anima”.
di Pino Nano
Martedì 29 Agosto 2023
Roma - 29 ago 2023 (Prima Notizia 24)
Usa la sua newsletter Matteo Renzi per parlare di politica, ma oggi lo fa anche per fare gli auguri alla sua mamma e alla sua nonna del cuore che si prepara a festeggiare i suoi 103 anni di vita. E’ quella che un massmediologo famoso come Giampiero Gamaleri chiama “la politica dell’anima”.

“Di solito – scrive Matteo Renzi nella sua newlsletter di oggi- non uso mai l’enews per fatti personali. Ma oggi è il compleanno della mia mamma. E siccome è il primo compleanno un po’ più tranquillo dopo tante sofferenze (dall’ultimo compleanno sono arrivate tre sentenze di assoluzione, sulle quali noi non avevamo dubbi ma vederle riconosciute in nome del popolo italiano fa comunque piacere), ci tengo a farle gli auguri anche qui. Forza mammina che sei ancora giovane. E poi se pensi alla Nonna Maria che viaggia per i 103 anni…”.

 

Poi, dopo, il richiamo ai sentimenti del cuore e dell’anima Matteo Renzi rende al Presidente Sergio Mattarella un riconoscimento politico molto entusiastico: “Sergio Mattarella ha concluso il Meeting di Rimini con un discorso, a mio avviso, molto bello. Qualcuno ha voluto leggerlo in contrapposizione al Governo che sui temi dell’immigrazione appare fortemente in difficoltà. Del resto se prometti di chiudere i porti e poi raddoppi gli sbarchi è evidente che hai perso ogni tipo di credibilità. A me pare tuttavia che si debba guardare ad altro per giudicare davvero le parole del Presidente della Repubblica e soprattutto valorizzerei l’insistenza sul tema dell’amicizia, colonna da sempre del Meeting”.

 

Ma Renzi spiega meglio il suo concetto.

 

“Mi hanno certo colpito alcuni passaggi sull’immigrazione, a cominciare dal ricordo di quel ragazzino del Mali il cui povero cadavere andammo a riprendere con altre decine in fondo al mare e vi trovammo cucito – dentro la camicia – uno spazio per tenere la pagella. Che ancora oggi a ripensarci mi commuove. E però mi fa essere orgoglioso di cosa siano gli italiani: quando decidemmo di andare a riprendere la nave con dentro i cadaveri risposi a quelle opposizioni che criticavano lo sperpero di soldi pubblici dicendo che noi italiani siamo fatti così. Abbiamo secoli di civiltà alle spalle e non vi rinunceremo per qualche istante di populismo crudele. E il bello è che così la pensano quasi tutti i nostri connazionali, anche quelli che magari poi votano per partiti che sostengono tesi opposte. Forse è contraddittorio, ma è un tratto bellissimo della nostra identità nazionale”.

 

Altro tema del giorno scelto da Matteo Renzi per riavviare il dibattito interrotto da questo caldo estivo è l’elezione diretta del Sindaco d’Italia, “da sempre l’obiettivo di molti di noi. Scegliere chi ci governa è giusto. Trent’anni fa l’Italia eleggeva i primi sindaci votati direttamente dai cittadini. Solo chi ha un minimo di memoria istituzionale si ricorda come fosse un disastro andare in consiglio comunale con un sindaco e uscirne con un altro. Aver affidato a una persona il compito di rappresentare la comunità non è la negazione della democrazia, come dice chi ha paura dei voti: è la massima espressione della democrazia”.

 

Anche su questo Renzi non accenna a nessuna marcia indietro.

 

“Noi andiamo avanti con questa proposta che abbiamo presentato ai cittadini da sempre, l’ultima volta alle elezioni politiche con il simbolo del Terzo Polo. Far diventare il cittadino arbitro, come diceva la migliore cultura costituzionale italiana, è uno sforzo difficile da realizzare ma doveroso per contrastare l’antipolitica e la confusione. Mia previsione: la destra non avrà il coraggio di andare avanti. Sono troppo divisi. E l’elefante nella stanza si chiama Roberto Calderoli che sul disegno di legge sull’autonomia si sta giocando la partita della vita. A trovare un punto di caduta sull’elezione diretta del premier potrebbero pure riuscire, anche se hanno già perso un anno. Ma sull’autonomia li vedo ancora molto in panne. Sintesi: resterà tutto com’è, anche se spero di sbagliarmi”.

 

In chiusura quello che lui chiama “il pensierino della sera”, ma che in realtà è un indice puntato dritto contro il Governo Meloni.

 

“Intanto stanno arrivando i nodi al pettine della legge di bilancio. La Meloni si è rimangiata il blocco navale, Salvini si dovrà rimangiare le promesse sulle pensioni. Si stanno facendo una scorpacciata di passi indietro. Non riusciranno a fare nulla di quello che hanno promesso. Li voteranno lo stesso? Bella domanda”.

 

Anche in questo caso, chi vivrà vedrà.


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