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di Bruno Castagna
“Sono molto soddisfatto” – ha affermato il professore Pasquale Mastroberto. “Anche per questa edizione abbiamo avuto personaggi di grande rilievo per un Congresso che è cresciuto sempre più negli anni, sino a diventare un appuntamento importante, non solo dal punto di vista nazionale ma anche internazionale, per il trattamento delle patologie aortiche. Il sogno è quello di continuare questo percorso e questa evoluzione, affinché la nostra Università diventi sempre più competitiva”.
Ad aprire la prima giornata sono intervenuti il presidente del consiglio regionale Filippo Mancuso, il commissario straordinario della A.O.U. Dulbecco, Vincenzo La Regina, il rettore dell'Università Magna Grecia, Giovan Battista De Sarro; il prorettore vicario UMG coordinatore nucleo valutazione Francesco Saverio Costanzo; il presidente della Scuola Medicina e chirurgia UMG Agostino Gnasso; il direttore del Dipartimento di Medicina sperimentale e Clinica Giuseppe Viglietto: tutti concordi nel riconoscere lo straordinario lavoro realizzato da Mastroberto e dalla sua equipe che ha portato la cardiochirurgia Dulbecco tra le prime dieci in Italia per qualità di prestazioni.
La chirurgia della valvola aortica e dell'aorta ascendente in elezione e in emergenza, nuovi concetti di chirurgia cardiaca mini-invasiva o trans-catetere, chirurgia complessa dell’arco aortico e dell'aorta della aorta toraco addominale sono stati alcuni degli argomenti centrali trattati dal Congresso.
Grande interesse per la sessione pedriatica, novità di quest'anno con la partecipazione di Lorenzo Galletti e Gianfranco Butera, rispettivamente direttore della Cardiochirurgia Pediatrica e responsabile della Cardiologia Interventistica dell'ospedale “Bambino Gesù” di Roma; Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Regina Margherita di Torino e Thierry Carrel dell’Ospedale Universitario di Zurigo.
“Il mondo della cardiochirurgia dell’adulto e quella del bambino” - ha dichiarato il prof.Galletti – “hanno vissuto per troppo tempo su binari paralleli. È fondamentale trovare vasi comunicanti e portare tutti i progressi che abbiamo raggiunto per la fascia di età più grande anche in quella pediatrica”.
Sul trattamento delle patologie a carico dell'aorta e della valvola aortica hanno relazionato i maggiori esperti nazionali ed internazionali: Alberto Pochettino dalla Mayo Clinic di Rochester; Emanuel Lansac dell'Ospedale Pitié di Parigi Salpetriere di Parigi; Paul Stelzer del Mount Sinai Medical Center di New York ; Roberts Klautz del Centro Medico Universitario di Leiden; Gino Gerosa (Padova) e Roberto di Bartolomeo (Bologna) già Presidente della Società Italiana di Cardiochirurgia; Davide Pacini dell'Università di Bologna; Massimo Chello dell’Università Campus Bio-Medico di Roma; Ruggero De Paolis dell’European Hospital di Roma; Gabriele Iannelli e Luigi Di Tommaso dell'Università Federico II di Napoli; e Mario Fabbrocini del Centro Cuore “Città di Alessandria".Applauditissima la lezione magistrale del prof. Roberto Chiesa che ha portato al Congresso il respiro dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano e del suo reparto dove per queste patologie arrivano pazienti da tutto il mondo, storia la sua di una eccellenza tutta italiana. A questi si sono aggiunti docenti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, cardiochirurghi della A.O.U. R. Dulbecco e direttori delle Unità Operative Complesse di Cardiologia e Chirurgia Vascolare della Calabria.
“Sono entusiasta dei tanti giovani presenti a questo Congresso - ha evidenziato il prof.Gino Gerosa, professore ordinario di cardiochirurgia all'Università di Padova e direttore del centro di Cardiochirurgia della A.Q.U. di Padova - Nella mia relazione mi sono concentrato sull'interesse che il cardiochirurgo deve avere nell'evoluzione tecnologica per migliorare le nostre tecniche e rispondere alle esigenze del paziente.” Prima volta al meeting internazionale per Alberto Pochettino della Mayo Clinic di Rochester, piacevolmente colpito dal livello delle relazioni e dalla forte presenza delle nuove generazioni, rappresentanti del futuro della medicina.
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