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- Roma - Martedì 18 Agosto 2026
Migranti: la Svizzera riprende i trasferimenti in Italia, in Germania una somala ottiene asilo dalla Chiesa evangelica
Berna avvia le prime prenotazioni dei voli dopo quasi quattro anni di blocco. A Norimberga una comunità religiosa blocca il rientro di una giovane.
Sulla scia delle decisioni già intraprese dalla Germania, anche la Svizzera si appresta a riattivare i trasferimenti di richiedenti asilo verso l'Italia nell'ambito del regolamento di Dublino, interrompendo uno stop operativo che durava da quasi quattro anni.
La Segreteria di Stato della migrazione elvetica (Sem) ha confermato di aver già effettuato le prime prenotazioni dei voli, programmando le prime procedure a partire dalla fine di agosto. Come spiegato dalla portavoce Magdalena Baker alla Radiotelevisione Svizzera (Rsf), il processo avverrà in modo graduale per testare i nuovi meccanismi e garantire un funzionamento sostenibile per entrambe le parti.
Lo sblocco della situazione si inserisce nel quadro delineato dall'entrata in vigore del nuovo Patto Ue sulla migrazione e l'asilo del 12 giugno, che prevede compensazioni per i Paesi di primo approdo in cambio del rispetto dei doveri di riammissione.
Resta tuttavia da chiarire l'ambito temporale di applicazione dei trasferimenti: sebbene le prime procedure svizzere riguardino persone giunte sul territorio dopo la metà di giugno, Berna ha precisato di non aver stipulato alcun accordo con Roma per escludere chi è entrato precedentemente. Dei 3.784 casi accumulatisi dal dicembre 2022, per i quali l'Italia risulta competente secondo la Svizzera, quasi il 40% ha nel frattempo ottenuto protezione nella Confederazione, mentre per 652 persone resta attualmente aperta la possibilità di rientro nel territorio italiano.
Nel frattempo, in Germania fa discutere la vicenda di Faduma, una giovane cittadina somala destinata al trasferimento coatto in Italia disposto dalle autorità della Bassa Franconia. La donna è stata accolta a Norimberga all'interno di un programma di protezione ecclesiastica promosso da una comunità evangelica locale. A darne notizia è stato Stephan Reichel, rappresentante dell'associazione Mateo Kirche und Asyl, il quale ha contestato la linea del governo di Berlino e criticato la gestione del nuovo Patto europeo sulla migrazione, chiedendo un'equa ripartizione dei rifugiati su base quota fissa per alleggerire la pressione sui Paesi di primo ingresso.
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