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- Roma - Martedì 18 Agosto 2026
Sisma Centro Italia, ActionAid: "A dieci anni dal terremoto due cantieri pubblici su tre mai partiti"
L'analisi dell'organizzazione evidenzia i ritardi nel cratere: oltre il 66% degli interventi resta fermo alle fasi preliminari.
A dieci anni dal devastante terremoto che il 24 agosto 2016 ha colpito il Centro Italia, la ricostruzione dell'edilizia pubblica prosegue a rilento.
Secondo l'analisi condotta da ActionAid nel rapporto "Dieci anni dopo: i dati raccontano", redatto sulla base di dati ufficiali aggiornati allo scorso 30 aprile, ben due interventi pubblici su tre non hanno ancora visto l'apertura del cantiere: su un totale di 3.667 opere programmate, per un valore economico complessivo che supera i 4,85 miliardi di euro, il 66,3% risulta bloccato nelle fasi burocratiche o progettuali precedenti all'avvio dei lavori, mentre soltanto il 33,6% si trova in fase esecutiva o risulta concluso.
I ritardi pesano in maniera omogenea su tutte le regioni interessate dal cratere sismico. Nelle Marche gli interventi fermi prima del cantiere sono 1.243 (pari al 66,4%), nel Lazio 365 (69,7%), in Umbria 378 (69,2%) e in Abruzzo 446 (61,5%).
La criticità del quadro si conferma ancora più evidente nei 44 Comuni maggiormente devastati dalle scosse, dove si concentra il 42% delle opere totali per un valore di 2,1 miliardi di euro: in queste aree circa sette interventi su dieci (1.031 in totale) sono fermi ai nastri di partenza e appena il 18,4% ha raggiunto la fase del collaudo o della fine dei lavori.
L'organizzazione sottolinea come tali lentezze abbiano un impatto diretto sulla tenuta sociale ed economica dei territori, svuotando i servizi di prossimità e spingendo le famiglie al definitivo spopolamento.
"Per chi vive nei territori colpiti, i dati sulla ricostruzione non sono un dettaglio tecnico: una scuola non ricostruita può incidere sulla scelta di una famiglia di restare in un territorio; un municipio non riaperto indebolisce i servizi di prossimità; una struttura sanitaria non disponibile può rendere più fragile la permanenza di persone anziane, vulnerabili", dichiara Patrizia Caruso, Responsabile dell'Unità Resilienza di ActionAid Italia. "Eppure, oggi queste informazioni sono ancora disperse, frammentate, non sempre aggiornate né complete. A dieci anni dal sisma manca uno strumento unico, accessibile e comprensibile".
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