Migranti, Piantedosi: "I modi in cui i soccorsi sono effettuati non possono essere condizionati dal governo"
"Sostenere che i soccorsi sarebbero stati condizionati o addirittura impediti dal governo costituisce una grave falsità".
(Prima Notizia 24)
Martedì 07 Marzo 2023
Roma - 07 mar 2023 (Prima Notizia 24)
"Sostenere che i soccorsi sarebbero stati condizionati o addirittura impediti dal governo costituisce una grave falsità".
I modi in cui vengono eseguiti i soccorsi in mare “non possono essere in alcun modo sottoposte a condizionamenti di natura politica o a interventi esterni alla catena di comando”. Così il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell'informativa alla Camera in merito al naufragio di Steccato di Cutro, nel Crotonese, in cui hanno perso la vita oltre 70 migranti.

A riguardo, continua, “evidenzio che il quadro normativo nazionale, peraltro sottoposto a vincoli di natura internazionale con specifico riguardo alla materia del soccorso in mare, non è assolutamente stato modificato dall’attuale governo”.

“Voglio rinnovare prima di tutto il cordoglio, mio personale e di tutto il governo, per le vittime di questo ennesimo, tragico, naufragio e la vicinanza alle loro famiglie e ai superstiti”, dice Piantedosi.

“Desidero rivolgere una parola di profonda gratitudine alla Calabria che, da sempre, accoglie con solidarietà e generosità i tanti migranti che sbarcano sulle sue coste e che affronta questa tragedia con compostezza e dignità non comuni”. 

“Premesso che il bilancio” dell'accaduto “non è ancora definitivo, gli aggiornamenti giunti dalla Prefettura di Crotone portano il numero delle vittime a 72, di cui 28 minori, mentre i superstiti sono 80”, di cui “54 sono accolti nel locale Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo (Cara), 12 nel Sistema Sai a Crotone, 8 sono ricoverati in ospedale, 2 minori non accompagnati sono stati collocati nelle strutture dedicate e 3 soggetti, presumibilmente gli scafisti, sono stati arrestati”, continua.

Per quanto riguarda gli scafisti, “sono stati fermati un cittadino turco e due pakistani, uno dei quali minorenne. Sono in corso le ricerche di un quarto scafista e non si escludono sviluppi nelle prossime ore”.

Sull'accaduto “sta indagando la Procura della Repubblica di Crotone. Attenderemo, pertanto, con fiducia e rispetto l'esito degli accertamenti giudiziari”.

In base agli elementi a disposizione del Ministero della Giustizia, prosegue Piantedosi, gli scafisti intendevano “sbarcare in un luogo ritenuto più sicuro e di notte, temendo che nella località preventivata vi potessero essere dei controlli; il piano prevedeva l’arrivo a ridosso della riva sabbiosa, con il successivo sbarco e la fuga sulla terraferma”.

Gli elementi finora raccolti dal Ministero dalle testimonianze dei superstiti, aggiunge, “pur restando indicativi del quadro generale dell’evento, richiedono ancora ulteriori accertamenti per la messa a fuoco degli aspetti di dettaglio”. 

“Sostenere che i soccorsi sarebbero stati condizionati o addirittura impediti dal governo costituisce una grave falsità che offende, soprattutto, l’onore e la professionalità dei nostri operatori impegnati quotidianamente in mare, in scenari particolarmente difficili”, continua il Ministro.

“Trovo incomprensibile aver messo in connessione il cosiddetto ‘decreto Ong’ con il naufragio di Cutro”, dice ancora Piantedosi, per poi ricordare che “né nello Jonio né lungo la cosiddetta rotta turca hanno mai operato navi di Organizzazioni non governative e, poi, perché le regole introdotte con il citato provvedimento partono dal presupposto che prima di tutto devono essere sempre assicurati il soccorso e l’assistenza dei migranti a tutela della loro incolumità”.

"Dal 22 ottobre 2022 al 27 febbraio 2023, le nostre autorità hanno gestito 407 eventi Sar, mettendo in salvo 24.601 persone", continua. “Nello stesso periodo, nel corso di 300 operazioni di polizia per il contrasto dell’immigrazione illegale, la sola Guardia di Finanza ha tratto in salvo 11.888 persone. Per un totale, tra Sar e law enforcement, di 36.489 persone salvate”.

In merito ai “nostri assetti navali operativi in mare, sui quali in questi giorni circolano le illazioni più disparate, fermo restando, ovviamente, il doveroso accertamento da parte dell’autorità giudiziaria, trovo ingiusto non riconoscere i risultati ottenuti dalle nostre strutture responsabili degli interventi operativi in termini di salvataggio di vite in mare”, prosegue. 

“Ho già in programma ulteriori missioni in Egitto e Costa d’Avorio finalizzate” a monitorare i flussi migratori, prosegue Piantedosi.

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