
- Prima Notizia 24
- Milano - Mercoledì 12 Agosto 2026
Milano: tram deragliato, per i consulenti del conducente "nessuna negligenza, fu un malore acuto"
Depositata la relazione medica di parte per Pietro Montemurro. La perdita di coscienza riconducibile a una sincope vaso-vagale provocata da una serie di fattori concorrenti.
Non "sussistono elementi per ricondurre l'accaduto a comportamento illecito, negligente o imprudente" da parte di Pietro Montemurro, il conducente del tram deragliato lo scorso 27 febbraio in viale Vittorio Veneto a Milano, incidente che ha provocato due morti e oltre cinquanta feriti.
È la conclusione contenuta nella consulenza cardiologica e medico-legale di parte, firmata dai medici Andrea Alfonso Finzi e Massimo Levratti, depositata dai legali del manovratore, attualmente indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose.
Secondo la perizia di diciannove pagine, la perdita di conoscenza che ha portato il mezzo della linea 9 - un nuovo modello Tramlink - a saltare la fermata e ad affrontare lo scambio senza che si attivasse, finendo poi contro un edificio, è stata "un evento acuto, imprevedibile nelle circostanze e non prevenibile dal soggetto".
I consulenti riconducono il malore, con un "elevatissimo grado di probabilità, prossimo alla certezza", a una sindrome vaso-vagale di tipo misto, vasodepressivo e cardioinibitorio. Lo svenimento non sarebbe stato causato da una patologia pregressa, ma dal combinato disposto di diversi fattori di stress: un intervento odontoiatrico subito la mattina stessa del sinistro, il digiuno prolungato, un generale senso di malessere accusato prima del turno e un piccolo trauma all'alluce riportato poco dopo l'inizio del servizio.
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