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- Roma - Mercoledì 12 Agosto 2026
Agricoltura: Coldiretti, siccità e caldo bruciano mais e pascoli. Sos per gli allevamenti
Danni fino al 70% per le colture e foraggi in calo del 40%. Crollo della produzione di latte e costi energetici in aumento del 30% per le stalle.
L'ondata di calore e la persistente assenza di precipitazioni mettono in grave sofferenza il settore zootecnico italiano, bruciando pascoli e coltivazioni di mais e compromettendo le scorte di fieno e cereali destinate all'alimentazione animale.
A lanciare l'allarme è Coldiretti, evidenziando come le difficoltà climatiche stiano colpendo la campagna di raccolta del mais proprio nelle delicate fasi di fioritura e maturazione della granella.
Nelle zone più esposte di Piemonte e Lombardia le perdite stimate superano il 30% con picchi del 70%, arrivando in alcuni territori al rischio di azzeramento totale dei raccolti.
La carenza di piogge, particolarmente marcata nelle regioni settentrionali tra Piemonte e Trentino-Alto Adige, sta riducendo la produzione di foraggi tra il 30% e il 40%, con situazioni ancora più complesse negli alpeggi della Val di Sole, Val di Non e Val di Fiemme dove i cali superano la soglia del 40%.
La scarsità di erba nei pascoli e il forte stress termico patito dagli animali si riflettono direttamente sulla produzione lattiera: negli alpeggi piemontesi si registra un crollo dai consueti 7-8 quintali giornalieri a circa 2-3 quintali, con ripercussioni sulla filiera dei formaggi e una contrazione media del latte prodotto nelle stalle superiore al 20% tra giugno e luglio.
A completare il quadro critico per le aziende agricole si aggiunge l'impennata del 30% dei costi energetici, spinti dalla necessità di raffrescare i locali e abbeverare il bestiame.
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