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  • Roma - Mercoledì 12 Agosto 2026

Roma: la magra del Tevere fa riemergere i resti del Ponte di Nerone al Vaticano

Le strutture del Pons Neronianus riaffiorano vicino a Castel Sant'Angelo. Il manufatto del I secolo d.C. collegava il Campo Marzio all'Ager Vaticanus.

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Il livello eccezionalmente basso del Tevere ha riportato alla luce, nel tratto fluviale adiacente a Castel Sant'Angelo e al moderno Ponte Vittorio Emanuele II, i piloni del Pons Neronianus, noto anche come Ponte Trionfale.

Risalente al I secolo d.C. e edificato sotto il regno dell'imperatore Nerone, la struttura consentiva alla Via Triumphalis di attraversare il fiume collegando il Campo Marzio con l'area dell'Ager Vaticanus in direzione Veio, fornendo accesso diretto alle proprietà imperiali della zona, tra cui la villa di Agrippina e il circo di Caligola.

Come ricordato dalle ricostruzioni del Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, le vestigia del ponte – probabilmente distrutto nel corso della Guerra gotica a metà del VI secolo – sono già riaffiorate in passato durante le magre estive.

A metà del Settecento i resti venivano impiegati come ormeggio per i mulini natanti guidati dalla corrente fluviale, prima di essere parzialmente demoliti a fine Ottocento per favorire la navigabilità. Durante le successive operazioni di scavo nei primi del Novecento vennero poi rinvenute le antiche travi di legno e le puntazze in ferro conficcate nel letto del fiume, a testimonianza di una struttura di cui anche Papa Giulio II ipotizzò invano la ricostruzione in epoca rinascimentale.

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