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  • Roma - Martedì 30 Giugno 2026

Molestie sul lavoro, manager di Balenciaga licenziato: dalle frasi sessiste alle pacche sul sedere. Il Tribunale conferma il provvedimento

Il Tribunale di Firenze ha respinto il ricorso di un ex manager di Balenciaga contro il licenziamento disciplinare. I giudici hanno ritenuto provati numerosi episodi di molestie e comportamenti offensivi nei confronti delle dipendenti, parlando di un ambiente di lavoro "degradante e umiliante".

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Un ambiente di lavoro segnato da battute sessiste, molestie, umiliazioni e comportamenti ritenuti incompatibili con il ruolo ricoperto. Per questo il Tribunale di Firenze ha confermato il licenziamento disciplinare di un ex manager di Balenciaga, respingendo il ricorso presentato dall'uomo contro il provvedimento adottato dall'azienda. Secondo la sentenza, le condotte contestate hanno creato un clima lavorativo "caratterizzato da mancanza di rispetto, degradante e umiliante per le lavoratrici".

Una carriera brillante interrotta dal procedimento disciplinare

L'uomo era entrato nel gruppo Balenciaga nel 2015. Nel corso degli anni aveva ottenuto diverse promozioni fino a raggiungere un incarico manageriale di alto livello nello stabilimento di Scandicci, con una retribuzione annua di circa 250 mila euro. Nel 2023, però, l'azienda gli ha notificato l'avvio di un procedimento disciplinare dopo un'indagine interna che aveva fatto emergere numerose segnalazioni relative ai suoi comportamenti nei confronti delle colleghe. Le contestazioni riguardavano 18 episodi avvenuti tra il 2021 e il 2023.

Le segnalazioni anonime e l'indagine interna

L'inchiesta aziendale sarebbe partita dopo un questionario interno sul clima lavorativo. Le dipendenti del reparto con cui il manager collaborava più frequentemente avevano attribuito punteggi molto bassi alla voce relativa alle discriminazioni. Durante una successiva riunione, molte lavoratrici erano apparse visibilmente a disagio e riluttanti a spiegare le ragioni delle valutazioni espresse. L'azienda ha quindi deciso di organizzare colloqui individuali riservati, senza la presenza dei responsabili diretti, per consentire alle dipendenti di parlare liberamente. Da quegli incontri sarebbero emersi numerosi episodi poi finiti al centro del procedimento disciplinare.

Le frasi contestate

Tra i comportamenti riportati nella sentenza figurano battute a sfondo sessuale e commenti offensivi. In un'occasione, rivolgendosi alle dipendenti e simulando il suono di una campanella, avrebbe detto: "Ragazze, è l'ora del sesso." A una lavoratrice, che aveva un herpes sulle labbra, avrebbe rivolto commenti allusivi. Un'altra dipendente sarebbe stata derisa per il proprio aspetto fisico. "Tu mangi in continuazione", "Sei ingrassata", le avrebbe detto, portando addirittura una bilancia in ufficio e invitandola a pesarsi ogni giorno.

Commenti offensivi su religione e origini

Secondo quanto ricostruito nel processo, il manager avrebbe pronunciato anche frasi ritenute discriminatorie. A una collega avrebbe chiesto: "Sei marocchina?" Alla risposta della lavoratrice, che aveva spiegato di essere ebrea, avrebbe replicato con una domanda offensiva riguardante presunte pratiche sessuali attribuite agli ebrei.

Gli episodi di molestie fisiche

Tra le contestazioni ritenute provate figurano anche comportamenti fisici indesiderati. Secondo le testimonianze raccolte durante il processo, il manager avrebbe mostrato vibratori alle dipendenti, rivolto commenti sessisti sull'aspetto fisico delle colleghe, invitato alcune lavoratrici a non indossare reggiseno o altri indumenti intimi e, in più occasioni, avrebbe dato pacche sul sedere e vere e proprie "sculacciate". In un episodio del 2022, durante una riunione di lavoro, avrebbe inoltre legato una dipendente a una sedia con un elastico davanti ai colleghi.

La decisione del Tribunale

Il giudice Barbara Fatale, della sezione Lavoro del Tribunale di Firenze, ha ritenuto pienamente legittimo il licenziamento disposto da Balenciaga. Nelle motivazioni della sentenza si legge che: "Si è venuto a creare un ambiente di lavoro caratterizzato da mancanza di rispetto, degradante e umiliante per le lavoratrici." Secondo il Tribunale, i comportamenti contestati dimostrano "indifferenza e spregio della professionalità e della dignità delle colleghe", risultando incompatibili con il ruolo manageriale ricoperto. Per questo motivo il ricorso dell'ex dirigente è stato respinto, confermando la validità del licenziamento disciplinare deciso dall'azienda.

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