Morto Paolo Cirino Pomicino: addio allo storico Ministro della Dc

Scomparso a 87 anni l'ex esponente di punta della Democrazia Cristiana. Più volte titolare del Bilancio e della Funzione Pubblica, fu tra i fedelissimi di Giulio Andreotti e pilastro della politica campana.

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Sabato 21 Marzo 2026
Napoli - 21 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Scomparso a 87 anni l'ex esponente di punta della Democrazia Cristiana. Più volte titolare del Bilancio e della Funzione Pubblica, fu tra i fedelissimi di Giulio Andreotti e pilastro della politica campana.

Si è spento nel pomeriggio di oggi all’ospedale Monaldi di Napoli, all’età di 87 anni, Paolo Cirino Pomicino. L'ex ministro, figura cardine della Democrazia Cristiana e tra i fedelissimi di Giulio Andreotti, era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di cardiologia del nosocomio partenopeo per l'aggravarsi di patologie croniche.

Con la sua scomparsa cala il sipario su uno dei protagonisti più influenti, e al tempo stesso discussi, della Prima Repubblica, nonché strateghi della "Balena Bianca".

Medico chirurgo prestato alla politica, Pomicino iniziò la sua ascesa nella Napoli degli anni '70, diventando in breve il luogotenente della corrente andreottiana nel Mezzogiorno.

Eletto alla Camera per la prima volta nel 1976, scalò le gerarchie della DC fino a occupare i posti di comando nei governi più cruciali della storia recente. Fu Ministro della Funzione Pubblica (1988-89) e soprattutto Ministro del Bilancio (1989-92) negli ultimi governi Andreotti.

In quegli anni, Pomicino gestì le leve della spesa pubblica italiana, diventando l’architetto di un sistema di potere che intrecciava politica, grandi opere e consenso territoriale, guadagnandosi il soprannome iconico di "’O Ministro".

La parabola di Pomicino fu bruscamente interrotta dal ciclone di Mani Pulite, che negli anni '90 lo rese uno dei volti simbolo del sistema delle tangenti scoperchiato dal pool di Milano.

Il lungo iter giudiziario portò a diverse condanne definitive, tra cui spiccano i due anni di reclusione per finanziamento illecito ai partiti nel maxi-processo Enimont e la condanna per corruzione legata alla gestione dei fondi della legge 219 per la ricostruzione post-terremoto in Campania.

Nonostante le pesanti ombre giudiziarie e i processi per concorso esterno in associazione mafiosa — dai quali uscì con sentenze di assoluzione — Pomicino non rinnegò mai il suo operato, rivendicando fino all'ultimo la capacità di governo della classe dirigente democristiana rispetto a quella della Seconda e Terza Repubblica.

Dopo aver scontato l'interdizione dai pubblici uffici, Pomicino riuscì a tornare nelle istituzioni: fu eletto al Parlamento Europeo nel 2004 con l'UDEUR e di nuovo alla Camera nel 2006 con la DC per le Autonomie.

Negli ultimi anni si era ritirato dalla politica attiva ma restava una voce pungente e ascoltata, autore di numerosi saggi in cui analizzava con lucidità e nostalgia il declino dei partiti tradizionali.

Appresa la notizia della scomparsa, il mondo politico ha espresso il proprio cordoglio. "Con Paolo Cirino Pomicino se ne va una delle personalità più raffinate della Prima Repubblica e una delle menti più interessanti e anticonformiste di questa lunga stagione di transizione politica", ha affermato Matteo Renzi, porgendo le condoglianze "a tutti coloro che gli hanno voluto bene".


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