
- Prima Notizia 24
- Napoli - Martedì 3 Novembre 2026, 17:10
Napoli, lieto fine a Capodichino per il giovane svedese: Daniel ritrova la famiglia e torna a casa
Il 25enne viveva da settimane nello scalo napoletano. Decisivo l'intervento degli assistenti sociali del Comune e dell'Ambasciata di Svezia per trasferirlo in struttura e organizzare il rientro.
Si è conclusa positivamente la vicenda di Daniel, il giovane cittadino svedese di 25 anni che da settimane risiedeva all'interno dell'aeroporto di Capodichino in stato di disorientamento e senza documenti, ricordando la trama del celebre film The Terminal.
Grazie all'azione sinergica condotta dagli assistenti sociali del centro di prima accoglienza del Comune di Napoli e dalla rappresentanza diplomatica svedese, il ragazzo è riuscito a riallacciare i contatti con i propri familiari.
I genitori di Daniel, che non avevano più sue notizie dallo scorso mese di agosto, sono stati rintracciati e rassicurati sulle condizioni di salute del figlio. Dopo un iniziale rifiuto, il giovane ha accettato la proposta di supporto avanzata dai servizi sociali locali ed è stato trasferito presso una struttura d'accoglienza del territorio, in attesa di definire le pratiche per il suo rientro in Svezia, verso cui ha espresso la chiara volontà di fare ritorno.
“È un risultato raggiunto grazie al lavoro paziente e costante degli operatori sociali e alla collaborazione dell’Ambasciata e del Consolato svedese”, ha sottolineato l’assessora alle Politiche Sociali, Giovanili e del Lavoro del Comune di Napoli, Chiara Marciani. “Dopo un lungo periodo durante il quale aveva rifiutato qualsiasi forma di sostegno, Daniel ha deciso di collaborare con i nostri servizi, consentendoci di costruire un percorso di accompagnamento e di riprendere i contatti con la sua famiglia”.
Sulla positiva evoluzione del caso è intervenuto anche il console onorario di Svezia, Pierluigi Petrone: “Sono particolarmente felice per l’esito di questa vicenda, resa possibile dalla collaborazione tra istituzioni e dall’impegno di tutte le persone che in questi mesi hanno sostenuto Daniel. Continueremo a lavorare insieme, anche con l’Ambasciata di Svezia a Roma, affinché il giovane possa presto ritrovare serenità e ricongiungersi con i suoi cari”.
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