Napoli, ospedale Monaldi, nuova denuncia: "Bimba cardiopatica morta per attendismo immotivato"

Dopo la tragedia del piccolo Domenico, un altro presunto caso di ritardo nei soccorsi colpisce la struttura napoletana: i genitori di una neonata affetta da una rara patologia chiedono giustizia per la "perdita di chance di sopravvivenza".

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Martedì 14 Aprile 2026
Napoli - 14 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Dopo la tragedia del piccolo Domenico, un altro presunto caso di ritardo nei soccorsi colpisce la struttura napoletana: i genitori di una neonata affetta da una rara patologia chiedono giustizia per la "perdita di chance di sopravvivenza".

L'ospedale Monaldi di Napoli finisce nuovamente al centro di una bufera legale. Dopo il decesso del piccolo Domenico, emerge una nuova denuncia in sede civile riguardante "una bambina, deceduta al Monaldi 58 giorni prima dell'operazione di Domenico, nell'ottobre 2025".

A sollevare il caso è l'avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia della neonata, nata il 5 settembre e morta il 7 ottobre 2025 a causa di una grave e rara cardiopatia congenita nota come "truncus" aortico.

Secondo il legale, la piccola sarebbe "deceduta per un atteggiamento attendista immotivato: nessuna nota clinica della struttura documenta la ragione di questa medicina attendista che avrà sicuramente causato una perdita di chance di sopravvivenza".

Nonostante una diagnosi prenatale avesse già individuato la malformazione, l'intervento non sarebbe stato tempestivo: "si sapeva che bisognava intervenire subito, non si è intervenuti subito e quando l'hanno fatto era troppo tardi", accusa Petruzzi.

La ricostruzione dei fatti evidenzia come, nonostante i segnali di scompenso respiratorio fossero emersi già il 12 settembre, la consulenza cardiochirurgica sia stata effettuata solo il 21, con l'operazione il giorno seguente.

"Sulla base dei dati acquisiti dalla cartella clinica, io e il consulente medico ipotizziamo che questo attendismo sia costata la vita alla piccola", afferma l'avvocato, citando studi scientifici secondo cui un simile ritardo quadruplicherebbe il rischio operatorio.

Ulteriori critiche vengono mosse alla gestione post-operatoria, durante la quale, secondo la difesa, "non sarebbe stata avviata alcuna procedura interdisciplinare per valutare l'avvio di una richiesta di trapianto o, in alternativa di un Berlin Heart", il dispositivo di assistenza ventricolare meccanica necessario nei casi di grave insufficienza cardiaca. 

La famiglia ha già annunciato un'azione legale per la richiesta di risarcimento danni.


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