Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Mentre emerge che il minorenne fermato è una promessa della boxe toscana, i genitori dei giovani romeni coinvolti nel pestaggio chiedono scusa alla famiglia della vittima e si dicono devastati dall'accaduto.
Mentre emerge che il minorenne fermato è una promessa della boxe toscana, i genitori dei giovani romeni coinvolti nel pestaggio chiedono scusa alla famiglia della vittima e si dicono devastati dall'accaduto.
Il brutale pestaggio costato la vita al 47enne Giacomo Bongiorni, avvenuto sotto gli occhi del figlio di 11 anni, ha lasciato dietro di sé non solo una famiglia spezzata, ma anche i genitori degli aggressori in uno stato di totale prostrazione.
Gabriele, padre del 19enne Eduardo Alin Carutasu, ha espresso il proprio dolore al Corriere Fiorentino: “Siamo distrutti. Io sono distrutto, mia moglie è distrutta. Noi chiediamo scusa alla famiglia per quello che è successo”.
L'uomo tenta di spiegare l'inspiegabile, riportando la versione dei ragazzi: “Credo che debba essere successo qualcosa, loro dicono che si sono difesi. Io posso dire che non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento. Ma non è questo il momento di dire queste cose”.
Il pensiero del padre corre continuamente al bambino della vittima: “Io farò di tutto per aiutare questo bambino di 11 anni, se i loro familiari vorranno io lo farò. Sono pronto a pagare tutti i suoi percorsi di studio”.
Sulla stessa linea il padre del 23enne Alexandru Ionut Miron, che si dice incredulo per il coinvolgimento del figlio: “Non so cosa pensare, come abbia potuto finire in una vicenda simile. Gli ho sempre insegnato che non doveva mettersi nei guai, di stare lontano da certi giri. Non è un cattivo ragazzo, lavora, non so cosa gli sia passato per la testa”.
L'uomo ipotizza una reazione scomposta per difendere un amico, ma non cerca giustificazioni: “Ma non doveva farlo, non gli ho insegnato questo, non si risolve qualcosa con la violenza. Ora quella famiglia è distrutta, voglio capire cosa sia successo, ma chiediamo scusa, siamo affranti”.
Nel frattempo, le indagini si concentrano sulla posizione di un 17enne, promessa della boxe toscana e già pluripremiato in tornei nazionali, attualmente rinchiuso in una comunità su disposizione della Procura di Genova. Sarebbe stato lui a sferrare il pugno decisivo che ha fatto stramazzare al suolo Bongiorni. Il giovane ha tentato di giustificarsi parlando di una presunta “testata sul naso da Bongiorni”, circostanza che i carabinieri stanno verificando tramite i filmati delle telecamere.
Intanto, la Pugilistica Massese, società in cui il minore ha militato fino al 2023, ha annunciato la propria partecipazione alla fiaccolata in memoria della vittima.
APPUNTAMENTI IN AGENDA