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Il Pontefice condanna il doping e la ricerca del profitto. Il plauso di Buonfiglio e De Sanctis: "Occasione storica per l'universo sportivo".
Il Pontefice condanna il doping e la ricerca del profitto. Il plauso di Buonfiglio e De Sanctis: "Occasione storica per l'universo sportivo".
"Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti, che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un impegno ancora maggiore. Lo sport può e deve diventare uno spazio di incontro. Non l’esibizione di forza, ma un esercizio di relazione. Ho voluto ricordare il valore della tregua olimpica. Con la vostra presenza avete mostrato la possibilità di pace, spezzando la logica della violenza per promuovere quella dell’incontro".
Con questo alto richiamo diplomatico e spirituale, Papa Leone XIV ha accolto gli atleti olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026, sottolineando come l'evento agonistico sia stato un antidoto alle tensioni globali.
Il Pontefice non ha però risparmiato moniti severi sulle zone d'ombra dell'agonismo moderno, spiegando che "lo sport porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione ad ogni costo che può condurre fino al doping, quella del profitto che trasforma lo sport in mercato e l’atleta in divo, quella della spettacolarizzazione che riduce l’atleta ad un numero".
Secondo il Santo Padre, la testimonianza degli atleti è stata essenziale per contrastare tali derive: "Siete stati testimoni di un modo bello di abitare il mondo. Lo sport quando viene autenticamente vissuto non è solo una prestazione, ma è una forma di linguaggio, un racconto fatto di gesti, fatica, attese, cadute e ripartenze".
Un passaggio profondo è stato dedicato all'universo paralimpico, dove "abbiamo osservato come il limite possa diventare luogo di rivelazione", ribadendo l'urgenza che la "persona rimanga al centro dello sport in tutte le sue espressioni".
A fare eco alle parole del Papa sono stati i vertici dello sport italiano. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha espresso profonda gratitudine: "Dal primo giorno in cui sono stato eletto desideravo essere qui. La fortuna ha fatto sì che si svolgessero Olimpiadi che ci hanno reso prestigiosi e orgogliosi. Lei ha esaltato i valori dello sport, e di questo siamo estremamente grati. Ogni giorno portiamo avanti questo messaggio, perché i valori dello sport sono i valori della vita".
Sulla stessa linea il presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis, che ha evidenziato la simbiosi tra fede e pratica sportiva: "Tutti questi grandi atleti dedicano queste medaglie a lei, affinché ognuno di noi possa diventare un cittadino migliore e credere nei valori che la chiesa porta avanti. So che lei è un uomo di sport, il nostro movimento è vicino alla Chiesa. Abbiamo valori che sono insiti in quelli cristiani, a prescindere da tutto dobbiamo accogliere tutti e confrontarci con tutti, dentro e fuori dalle competizioni".
De Sanctis ha infine rimarcato l'eccezionalità dell'incontro: "Ho avuto l’onore di conoscere personalmente i suoi tre predecessori, però ritengo che questa sia un’occasione storica, unica e irripetibile. Qui è riunito tutto l’universo dello sport, è un grande momento", concludendo con un appello affinché nel mondo paralimpico "non debbano più esistere differenze" e si spalanchino "le porte del rispetto".
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