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  • Roma - Lunedì 31 Agosto 2026

Parkinson, casi in raddoppio e diagnosi precoci anche sotto i 50 anni

Dalla ricerca nuove prospettive su esami del sangue e terapie non invasive. Stocchi (San Raffaele): "Il tremore non è l'unico sintomo".

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Il morbo di Parkinson si conferma la seconda patologia neurodegenerativa più diffusa al mondo e quella con il tasso di crescita più rapido, arrivando a colpire circa 300mila italiani e oltre 6,5 milioni di persone a livello globale.

A riportare l'attenzione sulla patologia è stata anche la recente testimonianza dell'ex ministro Dario Franceschini, che ha reso pubblica la propria convivenza con la malattia per contribuire a superare lo stigma sociale.

 "Contrariamente a quello che si pensa, non riguarda esclusivamente la popolazione anziana. Un paziente su quattro, infatti, presenta l'esordio della malattia prima dei 50 anni. Tra le patologie neurodegenerative il Parkinson è quella che è aumentata di più, i casi sono raddoppiati negli ultimi 15 anni e si stima un ulteriore aumento nei prossimi 15", spiega Fabrizio Stocchi, responsabile del Centro Parkinson dell'Irccs San Raffaele di Roma e ordinario di Neurologia all'Università Telematica San Raffaele.

Un incremento che interessa da vicino la fascia d'età tra i 40 e i 50 anni e che non trova giustificazione nel solo allungamento della vita media. Sul piano clinico, il quadro sintomatologico supera il classico stereotipo del tremore, assente in circa il 27% dei pazienti.

"Il sintomo caratteristico della malattia è la bradicinesia, cioè il rallentamento motorio. La triade dei principali segni motori è costituita da bradicinesia, rigidità muscolare e tremore", precisa Stocchi.

Segnali precoci possono manifestarsi anni prima dei disturbi del movimento, includendo la perdita dell'olfatto, la stitichezza, una grafia rimpicciolita e l'affievolimento del tono della voce. Con l'avanzare della patologia subentrano poi fluttuazioni motorie ("on-off") e movimenti involontari (discinesie).

La ricerca scientifica sta compiendo passi significativi sia sul fronte diagnostico sia su quello terapeutico. Sul versante della diagnosi precoce, uno studio dell'Università Statale di Milano pubblicato su Nature Parkinson's Disease ha individuato nella molecola JNK3 un biomarcatore ematico capace di rilevare il danno neuronale tramite un semplice prelievo di sangue. Sul fronte dei trattamenti, accanto alle terapie farmacologiche tradizionali come la levodopa ("terapie sintomatiche che funzionano molto bene soprattutto nelle prime fasi", ricorda Stocchi), si stanno sperimentando tecniche non invasive: dagli ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica al Policlinico Vanvitelli di Napoli fino alla stimolazione magnetica transcranica (Tms).

La patologia conta diversi casi noti nell'opinione pubblica, come l'attore Michael J. Fox, diagnosticato a 30 anni nel 1991, e Morten Harket, frontman degli A-ha, che ha reso nota la propria condizione nel giugno del 2025.

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