
- Prima Notizia 24
- Pordenone - Venerdì 5 Giugno 2026
Politico italiano fermato in Russia, il Pd di Pordenone: "Solidarietà a Bonavia e forte preoccupazione"
L'episodio, legato al monitoraggio delle attività social, evidenzia le tensioni internazionali e il rischio che opinioni espresse in Italia possano avere conseguenze in Paesi con normative diverse. Il Pd intende portare la questione all'attenzione dei rappresentanti nazionali.
Il caso del cittadino italiano Mario Bonavia, fermato e trattenuto per diverse ore dalle autorità russe durante un viaggio di lavoro, approda nel dibattito politico italiano. A esprimere solidarietà e preoccupazione è il Partito Democratico di Pordenone, che attraverso il segretario provinciale Fausto Tomasello ha commentato quanto emerso nelle ultime ore.
Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, Bonavia, già segretario provinciale di Azione, sarebbe stato trattenuto per circa dodici ore dai servizi di sicurezza russi dopo che sul suo profilo social sarebbero stati individuati contenuti riconducibili alla sua partecipazione a manifestazioni di sostegno all'Ucraina.
"La prima considerazione è di piena solidarietà nei confronti di Mario Bonavia, al quale ho già espresso personalmente la mia vicinanza", ha dichiarato Tomasello. "Allo stesso tempo non possiamo non manifestare una forte preoccupazione per quanto accaduto e per il messaggio che emerge da questa vicenda".
Per il segretario provinciale del Pd, l'episodio solleva interrogativi che vanno oltre il singolo caso e riguardano più in generale la tutela della libertà di espressione e la sicurezza dei cittadini italiani che si recano all'estero per motivi professionali.
"Se i fatti dovessero essere confermati nei dettagli finora emersi – ha aggiunto Tomasello – ci troveremmo di fronte a una situazione nella quale opinioni e posizioni legittimamente espresse in Italia potrebbero avere conseguenze in altri Paesi. È un elemento che merita la massima attenzione".
Particolare preoccupazione viene espressa anche per l'eventuale monitoraggio delle attività social di cittadini stranieri da parte delle autorità russe. Un aspetto che, secondo il dirigente democratico, potrebbe incidere non soltanto sulla libertà personale ma anche sulle attività professionali di chi opera o intrattiene rapporti lavorativi con la Federazione Russa. Per questo motivo il Partito Democratico provinciale annuncia l'intenzione di portare la vicenda all'attenzione dei propri rappresentanti nazionali affinché possano essere svolti gli opportuni approfondimenti istituzionali.
L'episodio si inserisce in un contesto internazionale ancora segnato dalle tensioni legate alla guerra in Ucraina e riaccende il dibattito sul rapporto tra libertà di espressione, sicurezza personale e diritti civili nei rapporti con Paesi caratterizzati da normative e sensibilità politiche profondamente diverse rispetto a quelle vigenti nelle democrazie occidentali.
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