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- Roma - Martedì 15 Settembre 2026
Prima italiana a Roma per la telechirurgia robotica: operati al Gemelli due tumori da chirurghi a 10 km di distanza
Gli specialisti Alfieri e Rocco alla console dell'Isola Tiberina guidano i robot sulle sale operatorie del Policlinico. Inaugurato il programma clinico per la cooperazione internazionale.
L'Ospedale Isola Tiberina e la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma hanno siglato una prima storica per la medicina italiana nel campo della telechirurgia robotica: lo scorso 31 agosto, due pazienti, una donna e un uomo affetti rispettivamente da un tumore del colon-retto e da uno della prostata, sono stati sottoposti a intervento chirurgico restando nelle sale operatorie del Gemelli, mentre i chirurghi guidavano la procedura da una console posizionata a circa 10 chilometri di distanza, presso l'Ospedale Isola Tiberina.
Agli comandi remoti hanno operato il professor Sergio Alfieri, ordinario di Chirurgia Generale all'Università Cattolica e direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche del Gemelli, e il professor Bernardo Rocco, ordinario di Urologia alla Cattolica e direttore della Clinica Urologica del Policlinico.
Le procedure sono state eseguite mediante la piattaforma Toumai Laparoscopic Surgical System della MicroPort MedBot (supportata in Italia dal gruppo Palex), sistema che ha ottenuto la certificazione CE a giugno. In ciascuna sala operatoria è rimasta costantemente operativa un'équipe chirurgica di supporto pronta a intervenire.
L'operazione inaugura un programma di telechirurgia che prevede 20 interventi complessivi e punta alla creazione di un network assistenziale e formativo, con prospettive rivolte alla cooperazione internazionale e all'estensione delle cure in aree ad accesso limitato come l'Africa.
"Per la chirurgia si apre una nuova epoca", ha dichiarato il professor Bernardo Rocco, che ha presentato i dettagli degli interventi al congresso internazionale ERUS26 a Padova, ricordando che il team lavora da due anni alla definizione degli standard clinici della tecnologia.
Sulla valenza della svolta è intervenuto anche il professor Sergio Alfieri: "La telechirurgia può offrire a tutti i pazienti cure all’avanguardia, sia che si trovino negli ospedali del gruppo Gemelli, sia che si trovino in altri Paesi molto lontani come l’Africa, dove si sta valutando un progetto molto ambizioso al servizio dei più deboli. La possibilità di operare da remoto apre a nuovi scenari che possano garantire una cura democratica per tutti, oltre a rappresentare un ulteriore sviluppo di modelli di insegnamento e tutoraggio".
"Con l’avvio di questo progetto apriamo una nuova modalità di fare chirurgia: grazie all’evoluzione tecnologica, le elevate competenze di ogni professionista presente in strutture altamente specializzate possono essere messe a disposizione dei pazienti di altre strutture sul territorio nazionale o in Paesi con difficoltà di accesso ad elevate professionalità specilistiche", ha affermato il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Gemelli, Daniele Piacentini.
Il Direttore Generale dell'Ospedale Isola Tiberina, Giovanni Arcuri, ha sottolineato l'integrazione tra i due poli: "La distanza fisica tra le strutture non rappresenta più un limite, ma diventa un’opportunità per far circolare le migliori competenze e offrire ai pazienti percorsi assistenziali sempre più avanzati e integrati".
Sul fronte accademico e della cooperazione, il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, Alessandro Sgambato, ha ribadito la centralità della formazione: "L’obiettivo è fare del Gemelli un centro di riferimento per la preparazione alla telechirurgia robotica degli specializzandi e dei giovani medici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma anche per l’aggiornamento e il perfezionamento di chirurghi specialisti provenienti da altre realtà sanitarie italiane e internazionali".
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