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  • Roma - Venerdì 26 Giugno 2026

Re Carlo dice addio a Buckingham Palace: il sovrano non ci vivrà mai. La storica svolta della monarchia britannica

Re Carlo III non risiederà mai a Buckingham Palace, segnando una svolta storica per la monarchia britannica e il suo legame con il pubblico.

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Una decisione destinata a segnare una svolta nella storia della monarchia britannica. Re Carlo III ha scelto di non trasferirsi mai a Buckingham Palace, nemmeno una volta conclusi gli imponenti lavori di ristrutturazione ancora in corso. Il celebre edificio continuerà a essere il cuore delle attività istituzionali della Corona, ma non sarà più la residenza privata del sovrano. L'annuncio è arrivato direttamente da Buckingham Palace attraverso un comunicato ufficiale che mette fine alle indiscrezioni circolate negli ultimi anni. Una scelta che rompe con una tradizione lunga secoli e che ridefinisce il ruolo del palazzo più famoso del Regno Unito.

Il Palazzo resterà il centro della vita istituzionale

La decisione della famiglia reale è stata spiegata chiaramente nella nota diffusa dalla Corona. "Il re e la regina non faranno di Buckingham Palace una residenza personale per riflettere il desiderio delle Loro Maestà che il Palazzo resti il centro cerimoniale della vita reale, il luogo di lavoro primario della casa reale e un bene storico nazionale con maggiori opportunità di accesso pubblico." In pratica Buckingham Palace continuerà a ospitare cerimonie ufficiali, ricevimenti di Stato, incontri istituzionali e tutti gli eventi simbolo della monarchia, trasformandosi sempre più in una sede operativa e in un patrimonio storico aperto ai visitatori, piuttosto che nella dimora del sovrano.

Carlo resterà nella sua residenza preferita

Per la vita privata, Carlo III continuerà invece a vivere a St James' Palace, considerata da sempre la sua residenza prediletta. In realtà questa scelta non sorprende del tutto. Da quando erano iniziati i lunghi lavori di restauro del Palazzo, resisi necessari a causa delle condizioni ormai deteriorate dell'edificio, si era ipotizzato che il re non avesse alcuna intenzione di trasferirvisi. Ora però quella che fino a ieri era solo un'ipotesi diventa una decisione ufficiale, destinata a cambiare un'abitudine consolidata della monarchia britannica.

Più spazio ai visitatori

La trasformazione di Buckingham Palace rientra anche in un progetto più ampio di valorizzazione del patrimonio storico nazionale. Un portavoce della famiglia reale ha spiegato che il sovrano conserva un forte legame con il Palazzo, ma ritiene importante ampliarne la fruibilità da parte del pubblico. "Sua Maestà mantiene un grande affetto per Buckingham Palace e un profondo rispetto per il suo ruolo nella vita reale e pubblica. Rimarrà una sede di lavoro, ma stiamo cercando di ampliarne l'accesso pubblico proprio per massimizzare il beneficio nazionale di un edificio finanziato pubblicamente." L'obiettivo è consentire a cittadini e turisti di visitare il Palazzo con maggiore frequenza. In futuro, infatti, Buckingham Palace potrebbe essere aperto durante tutto l'anno, superando l'attuale finestra di visita limitata ai mesi estivi.

Una scelta che guarda anche ai conti della Corona

L'annuncio arriva nello stesso momento in cui Buckingham Palace ha reso pubblica, per la prima volta, una vera e propria rendicontazione fiscale del sovrano. Dai documenti emerge che Carlo III ha versato oltre 30 milioni di sterline di tasse nell'ultimo anno, pari a circa 35 milioni di euro. L'iniziativa rientra nel percorso di maggiore trasparenza che la monarchia britannica sta cercando di adottare, anche dopo le polemiche e gli scandali che negli ultimi anni hanno coinvolto il principe Andrea, accusato di aver sfruttato il proprio ruolo pubblico per ottenere vantaggi personali.

Una monarchia più moderna e trasparente

A spiegare la filosofia della nuova gestione è stato anche James Chalmers, responsabile finanziario della Corona. "Il ruolo della monarchia moderna continua ad attarsi per venire incontro alle richieste del nostro mondo in evoluzione", ha dichiarato, aggiungendo che l'obiettivo è "fornire un buon rapporto qualità-prezzo", costruendo "un futuro nel quale tradizione e modernità lavorano mano nella mano per il beneficio di tutti". La volontà è quella di dimostrare ai contribuenti che le risorse pubbliche destinate alla famiglia reale vengono utilizzate con attenzione. Per l'anno in corso il Sovereign Grant, il finanziamento pubblico destinato alla Corona, ammonterà infatti a circa 138 milioni di sterline, oltre 150 milioni di euro. Una cifra destinata a diminuire sotto i 100 milioni di sterline annui una volta terminati gli interventi di restauro di Buckingham Palace.

Un rapporto mai davvero nato con Buckingham Palace

Dietro questa decisione c'è anche una motivazione più personale. Secondo quanto riferiscono fonti vicine alla famiglia reale, Carlo III non ha mai avuto un particolare legame con Buckingham Palace e non avrebbe mai desiderato viverci. Curiosamente, anche la regina Elisabetta II, appena salita al trono, avrebbe preferito evitare il trasferimento. Considerava infatti il Palazzo troppo imponente, austero e persino un po' cupo. Fu però l'allora primo ministro Winston Churchill a convincerla del contrario, sostenendo che la monarchia dovesse mostrarsi nella sua massima magnificenza proprio attraverso la residenza simbolo della Corona.

Una nuova immagine per la monarchia britannica

Con Carlo III il messaggio sembra essere cambiato. La scelta di rinunciare a Buckingham Palace come abitazione privata rappresenta il simbolo di una monarchia che vuole apparire più sobria, più vicina ai cittadini e maggiormente orientata alla valorizzazione del patrimonio pubblico. Il Palazzo continuerà a essere il teatro delle grandi occasioni ufficiali e il centro operativo della Casa Reale, ma non sarà più identificato come la dimora personale del sovrano. Una decisione storica che racconta l'evoluzione della Corona britannica e il tentativo di coniugare tradizione, trasparenza e modernità in un'epoca profondamente diversa da quella vissuta dai suoi predecessori.

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