Boris Johnson lascia la presidenza del Partito Conservatore: in un discorso televisivo alla nazione, il premier britannico ha annunciato l'intenzione di dimettersi da leader dei Tories, in seguito agli ultimi scandali che lo hanno coinvolto e ai relativi contraccolpi, comprese le dimissioni rassegnate da oltre 50 membri del governo.
Johnson ha comunque intenzione di mantenere il suo ruolo di premier fino all'elezione del suo successore come leader dei Tories, in programma ad ottobre, dati i tempi del recesso parlamentare estivo, che cominciano il 21 luglio.
Nel discorso, che è il primo passo per lasciare Downing Street, Johnson ha detto di essere "immensamente orgoglioso" di aver completato l'uscita del Regno Unito dall'Europa, nel corso dei suoi tre anni da premier e ha reclamato, come uno dei suoi meriti, quello di aver portato il Paese fuori dalle norme anti-Covid, il primo in Europa, nonchè di aver fatto registrare un anno di crescita economica e il record assoluto per quanto riguarda il tasso occupazionale, ma nel contempo ha riconosciuto che adesso la maggioranza vuole un altro capo, e che il procedimento per l'elezione inizierà domani.
Alcuni, ha proseguito, potranno dirsi "felici" delle sue dimissioni, ma Johnson ha ribadito di essere "fiero" del suo operato, pur avendo rimpianto il fatto di non poter completare altri progetti contemplati nel suo programma.
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