"Vasco Rossi ha segnato una generazione cantando “Vado al massimo”. I leader di oggi hanno invece un altro ritornello: “Vado al minimo”.
Già perché niente è così populista come il modo con il quale si è aperto il dibattito sul salario minimo".
Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nell'editoriale del "Riformista" in uscita domani, divulgato sui propri profili social.
"Ricapitoliamo. Il campolargo, da Azione a Rifondazione comunista, passando per CGIL, PD e Cinque Stelle - prima firma Giuseppe Conte -presenta una proposta di legge per istituire il salario minimo a 9€. L’articolo 7 prevede che la Legge di Bilancio dovrà liberare risorse per questo. In soldoni: il salario minimo aumenta i salari a una parte dei lavoratori alzando le tasse agli altri", aggiunge Renzi.
"Dice saggiamente Giampaolo Galli, già deputato PD scelto da Bersani nel 2013 e che adesso si occupa dell’Osservatorio dei Conti Pubblici: “Sono a favore del salario minimo. Bisogna essere chiari però: moltissime microaziende saranno costrette a chiudere. Lo sanno anche i proponenti che infatti invocano un sussidio dello Stato, che però è improponibile. Ci saranno casi di crisi e disoccupati. Chiaro? D’accordo?”.
Nessuno se lo fila: perché nei sondaggi il salario minimo tira. E allora che cosa fanno i populisti di sinistra? Una bella raccolta di firme. Utilità concreta? Zero.
Ma come dice Marco Canestrari, grande esperto del “sistema Casaleggio”, la raccolta firme – gestita da Vito Crimi, dalla serie “A volte ritornano” – “Non serve a nulla. Vi prendono in giro. E vi prendono i vostri dati”. Canestrari usa un linguaggio meno soft, ma il concetto è quello", prosegue l'ex premier.
"I populisti di destra - scrive ancora Renzi - sono guidati da una premier che ha appena avuto la geniale idea di proporre una norma, quella sulle banche, della quale in Autunno spero non si debba mai pentire. E che fanno? Mettono in campo il Cnel.
Che il Cnel non serva a nulla è una delle cose su cui la politica tutta è d’accordo. Per dire: Renato Brunetta oggi è il presidente del Cnel e sette anni fa diceva: “il Cnel è un’etichetta sotto cui non c’è nulla di importante”. Se lo dice persino lui che lo presiede, ti immagini gli altri? E così nessuno ha il coraggio di dire la verità".
"Puoi aumentare i salari solo se riduci le tasse sul lavoro. Sia per le aziende che per i lavoratori. Tutto il resto è fuffa. Se non abbassi le tasse sul lavoro, siamo condannati al derby tra due schieramenti che vanno al minimo. Inteso non solo come salario.
Io - ricorda Renzi - ho guidato un Governo che ha aumentato i salari, a cominciare dagli 80 euro e abbassato il costo del lavoro, a cominciare dall’abolizione della componente lavoro dell’Irap: so come si fa, ma so anche che è difficile.
Per questo quando vedo certi professionisti del populismo andare in Sala Verde a discutere di salario minimo senza sapere come fare in Parlamento provo tenerezza per loro. In Sala Verde si fanno i tweet, in Parlamento si fanno le leggi. E quelli che vanno al minimo non hanno ancora capito la differenza", conclude Renzi.
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