Torino, Piantedosi "blinda" la Polizia e attacca la Sinistra: "C'è chi flirta con l'eversione"

Il Ministro: "Chi sfila con questi delinquenti offre loro impunità".

(Prima Notizia 24)
Martedì 03 Febbraio 2026
Roma - 03 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Il Ministro: "Chi sfila con questi delinquenti offre loro impunità".

Non è stata una semplice informativa, ma un atto d'accusa politico. Matteo Piantedosi sale al banco del Governo alla Camera per riferire sul "sabato di fuoco" di Torino e trasforma i fatti di cronaca in un caso politico nazionale. Il messaggio è chiaro: lo Stato non arretra, ma la politica deve decidere da che parte stare.

Il Ministro rivendica il successo tattico del Viminale. Se Torino non è stata messa a ferro e fuoco, sostiene, è merito di un "dispositivo preventivo" massiccio: 1.000 agenti di rinforzo inviati in città, 800 identificazioni mirate tra aeroporti e caselli, sequestri preventivi di materiali atti a offendere, 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 Dacur.

Piantedosi non usa mezzi termini nella qualificazione giuridica e politica della protesta. Parla di una strategia che ricalca "dinamiche squadristiche e terroristiche" del passato, nate all'ombra del centro sociale Askatasuna.

La manifestazione di sabato sarebbe stata l'epilogo di una "resa dei conti" annunciata già nelle assemblee universitarie di gennaio.

La Camera si è mostrata unita solo per pochi istanti: l'applauso bipartisan è scattato unicamente per gli agenti feriti. La frattura si è consumata quando il Ministro ha puntato il dito contro le "coperture politiche" di cui godrebbero i centri sociali occupati, citando esplicitamente la presenza di esponenti di AVS e Cgil alle assemblee preparatorie.

"Chi sfila con questi delinquenti offre loro impunità", ha scandito Piantedosi, scatenando la standing ovation della maggioranza e il gelo delle opposizioni.

L'informativa conferma la linea dura del Governo: nessun dialogo con l'area antagonista e pressione massima sulle forze d'opposizione, chiamate a una condanna "senza ipocrisie". Il rischio, paventato dal Ministro, è che il fronte anarco-antagonista possa saldarsi con le istanze radicali della comunità islamica e dei movimenti Pro-Pal, alzando ulteriormente l'asticella dello scontro democratico.


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