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  • Roma - Lunedì 14 Settembre 2026

Riforma elettorale, il Senato chiude l'esame tra le proteste sulle firme: domani il voto finale

La ministra Casellati blinda le modifiche e respinge i dubbi sulle sottoscrizioni: "Nessun ripensamento alla Camera". Le opposizioni attaccano sul piano costituzionale e scendono in piazza.

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L'Aula del Senato ha completato l'esame di tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno relativi alla riforma della legge elettorale, ponendo le basi per le dichiarazioni di voto e lo scrutinio finale previsti per la giornata di domani, in vista del successivo passaggio alla Camera per la terza lettura.

Il testo licenziato da Palazzo Madama introduce le preferenze con capolista bloccati, il ridisegno dei collegi nella provincia di Bolzano, la riorganizzazione delle ripartizioni estero e l'estensione del voto fuorisede ai caregiver familiari.

Tra i punti cardine approvati figura anche l'esonero dalla raccolta delle firme per le forze politiche già costituite in gruppo parlamentare al 31 dicembre 2025.

Al centro del dibattito resta il drastico innalzamento delle sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle liste da parte dei soggetti non rappresentati in Parlamento.

Fare dei correttivi "al momento non è nell'aria", ha dichiarato la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati, sottolineando come l'emendamento risponda all'esigenza di evitare l'eccessiva frammentazione e garantire serietà organizzativa. "Non credo proprio che alla Camera ci saranno sussulti", ha ribadito il ministro, escludendo modifiche nel successivo iter alla Camera.

Le nuove disposizioni hanno innescato una dura reazione delle opposizioni e manifestazioni all'esterno dei palazzi istituzionali. In piazza Vidoni, al presidio promosso da Alessandro Onorato di Progetto Civico Italia, è intervenuto il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha definito la norma "antidemocratica, illiberale e incostituzionale", accusando la maggioranza di voler tutelare la classe politica uscente.

Sulla stessa linea si è espresso il co-portavoce di Europa Verde e deputato AVS Angelo Bonelli, contestando la gestione dei lavori parlamentari e preannunciando battaglia all'arrivo del provvedimento a Montecitorio.

Sul versante dei rilievi tecnici, il vicepresidente di Italia Viva Enrico Borghi ha sollevato forti perplessità di tenuta costituzionale, sostenendo che l'impostazione della legge punti a determinare l'elezione diretta del premier forzando le prerogative del Capo dello Stato previste dall'articolo 92. Borghi ha sollecitato la maggioranza ad attendere un vaglio della Consulta prima di rendere operative le nuove norme.

Tra i correttivi approvati durante la seduta figura infine l'emendamento a prima firma della senatrice Domenica Spinelli (FdI), sostenuto dal parere favorevole del governo, che garantisce il diritto di voto fuorisede ai caregiver familiari ed ai genitori che assistono minori sottoposti a terapie od ospedalizzazioni fuori dalla propria regione di residenza per un periodo di almeno tre mesi.

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