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- Roma - Lunedì 14 Settembre 2026
Figc, Malagò sulla contestazione elettorale: "Nessuna paura di decadere, sereno sulla mia posizione"
Il presidente federale difende la regolarità della sua elezione e traccia la strada per gli Azzurri verso il 2030: "L'Italia non deve limitarsi al compitino".
Mancano undici giorni all'esordio della nuova Italia guidata da Roberto Mancini in Nations League contro il Belgio, mentre sono trascorsi ottantaquattro giorni dall'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Federcalcio.
A tenere banco nelle ultime ore è la vicenda legata al mancato tesseramento del presidente federale al momento del deposito della candidatura, un dossier su cui la Procura generale dello Sport ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal procuratore della Figc Giuseppe Chinè.
"Se ho paura di decadere? Assolutamente no", ha dichiarato Malagò ai microfoni de La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento.
In vista della riunione della Giunta Coni – di cui fa parte come membro Cio – il numero uno della Figc ha precisato di non aspettarsi novità sul caso: "Sono sereno e abituato da molti anni ad avere qualcuno che vuole sovvertire le dinamiche di consenso popolare. C’è stato un chiaro e pubblico tentativo di individuare un percorso per evitare di andare ad elezioni con un commissariamento ma non c’erano i presupposti. Poi gli ostacoli nella campagna elettorale e il tema del pantouflage. Ora c’è questa nuova puntata. Le dinamiche hanno una precisa logica, ma sono molto sereno e non potrebbe che essere così".
Malagò ha inoltre smorzato le polemiche sulla nomina a capo delegazione della nazionale di Diana Bianchedi, vicepresidente vicaria del Coni: "Non vedo un problema che possa riguardare questo ruolo, ci sono moltissime rappresentazioni e persone che hanno ruoli ben più coinvolgenti nell’organizzazione del sistema sportivo".
Guardando al cammino della Nazionale verso il Mondiale 2030, il presidente ha tracciato la rotta tecnica e generazionale: "Non giochiamo una fase ad eliminazione diretta di un Mondiale dal trionfo del 2006. L’Italia non deve limitarsi a fare il compitino e a qualificarsi soltanto. Bisogna guardare avanti, costruendo un percorso con i giovani. Tra quattro anni chi ha oggi 15-16 anni potrebbe essere protagonista, ma sicuramente lo sarà chi oggi ne ha 18-20. Ci sono diversi giovani che il ct Mancini sta monitorando con il direttore tecnico Claudio Ranieri".
Tra i profili seguiti c'è anche il centrocampista del Cagliari Alessandro Romano, selezionabile dopo la trafila nelle giovanili elvetiche: "Romano è un ragazzo promettente. L’autorevolezza di Ranieri e il prestigio di Mancini hanno fatto sì che rientrasse tra i selezionabili per la nazionale italiana. Ce ne sono anche altri, che hanno facoltà di scegliere se partecipare alle prossime competizioni con la maglia del paese della madre o del padre".
Infine, sul dossier Euro 2032 e sulla scadenza del mese di ottobre, Malagò ha confermato le interazioni con i vertici continentali: "Se la deadline di ottobre può slittare? È una ipotesi, stiamo parlando. Abbiamo questa scadenza a fine mese. Sento con consuetudine quasi quotidiana la Uefa. Il dialogo è costante e i rapporti sono eccellenti e idilliaci".
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