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  • Roma - Venerdì 23 Ottobre 2026, 13:20

Rimossi i blocchi dei tir in Campania e Calabria, lunedì taxi in piazza a Roma

Rimossi nella notte i presidi di autotrasportatori e agricoltori su autostrade e porti, ma resta l'emergenza rifornimenti. Gli armatori siciliani lanciano lo sciopero fiscale, mentre i tassisti preparano la protesta al Mef.

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Primi segnali di ritorno alla normalità sulla rete viaria del Mezzogiorno, anche se gli strascichi della protesta contro il caro carburante continuano a pesante sulla vita quotidiana.

Nella notte sono stati completamente rimossi i blocchi stradali gestiti da autotrasportatori e agricoltori nel Casertano e nel Salernitano, così come il presidio che bloccava il varco Bausan al porto di Napoli.

Restano tuttavia criticità diffuse: moltissimi distributori della Campania continuano a esporre il cartello di "tutto esaurito", mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe code.

Riapre a rilento anche la catena di approvvigionamento per i supermercati, svuotati negli ultimi giorni. Progressi verso la normalizzazione si registrano anche in Calabria grazie alla smobilitazione dei presidi concordata da Fedralog. La consegna di cibi freschi, frutta e verdura negli scaffali è ripartita, pur rimanendo a macchia di leopardo, mentre sul fronte dei carburanti non si segnalano emergenze immediate.

Gli autotrasportatori hanno congelato la mobilitazione in attesa del tavolo istituzionale fissato per il 27 ottobre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pronti tuttavia a riprendere i blocchi in assenza di risposte concrete.

Sul fronte marittimo, la Federazione armatori siciliani ha bocciato il nuovo decreto dell'esecutivo giudicando insufficienti le risorse stanziate.

Pur sospendendo la manifestazione prevista nello Stretto di Messina, la categoria ha annunciato l'avvio di uno "sciopero fiscale" a partire dal 24 ottobre. Gli armatori chiedono un calo calmierato del gasolio tra i 60 e i 70 centesimi al litro, chiarezza sui fondi europei Metsaf, la sospensione temporanea dei termini di pagamento di imposte e contributi e un confronto urgente con la premier Giorgia Meloni e il ministro Giancarlo Giorgetti.

L'ondata di malcontento si allarga intanto al trasporto pubblico non di linea. Per lunedì 26 ottobre è stato indetto un presidio dei tassisti a Roma davanti al Ministero dell'Economia e delle Finanze. In un editoriale sull'Econonomista, il presidente di itTaxi Loreno Bittarelli ha spiegato le ragioni della mobilitazione: "Siamo di fronte a un'emergenza economica non più sostenibile. Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori".

La categoria chiederà l'estensione del "Gasolio Professionale", un fondo di compensazione straordinario e contributi per la transizione ecologica, avvertendo che senza interventi il servizio rischia lo stop per l'impossibilità di coprire i costi d'esercizio.

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