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In visita alla Direzione territoriale Campania, il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, sottolinea il ruolo strategico del porto di Napoli per l’export, la tutela degli interessi erariali e la protezione dei consumatori, alla luce degli investimenti tecnologici e della riorganizzazione dell’Agenzia.
In visita alla Direzione territoriale Campania, il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, sottolinea il ruolo strategico del porto di Napoli per l’export, la tutela degli interessi erariali e la protezione dei consumatori, alla luce degli investimenti tecnologici e della riorganizzazione dell’Agenzia.
Il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, a Napoli per una visita istituzionale alla Direzione territoriale della Campania, cuore operativo dei controlli doganali in una delle aree più dinamiche del Mezzogiorno. Accompagnato dai vertici centrali dell’Agenzia, Alesse ha incontrato la direttrice territoriale Maria Alessandra Santillo, i dirigenti, il personale degli uffici e gli organi di informazione, ribadendo l’importanza del presidio campano in una fase segnata da forti cambiamenti economici e geopolitici.
Nel suo intervento, il direttore ha ricordato come il porto di Napoli rappresenti “un punto di osservazione privilegiato per comprendere l’evoluzione dell’economia campana”, collocandosi all’incrocio tra traffici marittimi, attività produttive e dinamiche commerciali internazionali. I dati dell’export 2025, in forte crescita rispetto al 2024, segnalano un aumento di oltre il 65% delle dichiarazioni e di quasi il 25% degli articoli esportati, a conferma di una maggiore intensità operativa e di una crescente diversificazione degli operatori coinvolti. A questo sviluppo contribuiscono settori tradizionali come quello calzaturiero e dolciario, affiancati da incrementi nelle importazioni di materie prime strategiche e da un’evoluzione del tessile verso produzioni di fascia più alta.
In questo scenario di espansione, Alesse ha richiamato con forza la missione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: garantire che l’intensificazione degli scambi avvenga “nel rispetto delle regole, della concorrenza e della protezione del mercato europeo”, tutelando al tempo stesso gli interessi erariali e i consumatori. Il direttore ha ricordato che l’Agenzia, oggi configurata come unico punto di indirizzo e coordinamento dopo il recente processo di riorganizzazione, è chiamata a gestire dinamiche complesse, dall’attuazione dei programmi infrastrutturali del PNRR al riposizionamento delle catene di approvvigionamento, fino all’impatto delle tensioni geopolitiche sui flussi commerciali.
Un passaggio centrale del suo intervento è stato dedicato alla trasformazione digitale avviata da Adm, resa possibile da un piano di investimenti di oltre 464 milioni di euro per il rafforzamento delle infrastrutture informatiche. “Fino al 2022 i sistemi dichiarativi registravano interruzioni mensili; nel 2025 non si è verificato nemmeno un blocco”, ha ricordato Alesse, sottolineando come questo salto tecnologico abbia aumentato l’affidabilità dei sistemi e la credibilità dell’Agenzia a livello internazionale. La nuova fase della digitalizzazione, ha aggiunto, punterà sempre più sull’intelligenza artificiale per la tutela dei marchi, l’assistenza legale e il contrasto al match fixing e al gioco illegale online, con l’obiettivo non solo di reprimere ma anche di prevenire i fenomeni illeciti attraverso analisi avanzate e modelli predittivi.
Accanto alla dimensione tecnologica, il direttore ha valorizzato il ruolo della Rete Nazionale Antifrode, che ha trasformato gli uffici antifrode regionali in risorse strategiche capaci di integrare intelligence, attività ispettive e controlli sul territorio, in stretto raccordo con Procura europea e Direzioni distrettuali antimafia. In questo quadro, la Direzione territoriale Campania viene indicata come laboratorio avanzato di cooperazione istituzionale e di presidio su filiere economiche a forte rischio, in un territorio che da secoli è “porta aperta sul Mediterraneo” e crocevia di commerci, idee e competenze.
Alesse ha poi richiamato la consolidata sinergia con la Guardia di Finanza, definita essenziale per rafforzare la tutela degli interessi finanziari dello Stato e il corretto funzionamento dei mercati, unendo la capacità di analisi dei flussi economici all’azione investigativa sul campo. Questo lavoro, ha evidenziato, ha contribuito a porre le basi per la candidatura dell’Italia a sede della futura Autorità doganale dell’Unione europea, espressione di una “internazionalizzazione” della materia doganale che chiama in causa anche il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.
Nel concludere il suo intervento a Napoli, il direttore ha allargato lo sguardo al contesto globale, definendo l’epoca attuale come una fase di “quarta rivoluzione industriale” fondata sull’innovazione tecnologica e portatrice di trasformazioni profonde sul piano economico, giuridico e antropologico. Di fronte a questi cambiamenti, ha affermato Alesse, spetta in particolare a chi rappresenta lo Stato coniugare i vantaggi della scienza con il senso di responsabilità, per contemperare interessi contrapposti e salvaguardare la legalità e il tessuto sociale. Un compito che, nel Mezzogiorno e nel porto di Napoli, passa anche attraverso il lavoro quotidiano degli uomini e delle donne dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, chiamati a garantire che ogni scambio avvenga secondo regole chiare, a tutela dei mercati e dello sviluppo dei territori.
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