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La banda dei sedicenni e diciassettenni ha infierito su uno di loro mentre era a terra, accoltellato alla testa e al petto: solo il rapido intervento dei Carabinieri ha evitato il decesso.
La banda dei sedicenni e diciassettenni ha infierito su uno di loro mentre era a terra, accoltellato alla testa e al petto: solo il rapido intervento dei Carabinieri ha evitato il decesso.
Un brutale episodio di cronaca nera scuote nuovamente le notti milanesi, portando alla luce una ferocia giovanile che i magistrati definiscono priva di ogni forma di partecipazione emotiva.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno stretto il cerchio attorno a una "baby gang" composta da due diciassettenni italiani e due sedicenni originari dello Sri Lanka, ora ristretti in carcere con l'accusa di tentato omicidio in concorso.
Il gruppo è ritenuto responsabile del selvaggio pestaggio avvenuto il 1° febbraio scorso in via Salasco, quando due ragazzi di Chiavenna sono stati presi di mira per motivi banali.
La ricostruzione degli inquirenti delinea un profilo criminale inquietante: tre dei quattro arrestati vantano già curriculum criminali per rapina, confermando una pericolosa attitudine alla delinquenza recidiva.
La dinamica dell'agguato è stata caratterizzata da una progressione di violenza inarrestabile. Dopo un primo scontro verbale, uno dei ventenni è stato aggredito a pugni; al tentativo di difesa da parte dell'amico, il branco ha scatenato una rappresaglia letale.
Utilizzando spray al peperoncino per accecare il giovane, i minori hanno estratto le lame affondandole per due volte: una allo sterno, sfiorando organi vitali, e una alla testa.
Nemmeno la vista del ragazzo crollato a terra in un lago di sangue ha fermato la furia del gruppo, che ha continuato a colpire la vittima esanime con calci e pugni.
Solo il bagliore delle sirene dei Carabinieri ha interrotto l'azione omicida, permettendo ai soccorritori di intervenire d'urgenza per tamponare l'emorragia e strappare il ventenne a una morte che appariva ormai certa.
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