Giustizia, Nordio: "Sorteggio Csm? Così si interrompe la degenerazione correntizia"

Il Guardasigilli difende la riforma a Napoli: "Se il sorteggio vale per selezionare chi entra in magistratura, deve valere anche per giudicare chi ne fa già parte". Stop al legame elettori-eletti per superare l'ombra dello scandalo Palamara.

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Giovedì 05 Marzo 2026
Roma - 05 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Il Guardasigilli difende la riforma a Napoli: "Se il sorteggio vale per selezionare chi entra in magistratura, deve valere anche per giudicare chi ne fa già parte". Stop al legame elettori-eletti per superare l'ombra dello scandalo Palamara.

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è tornato a difendere con forza l'introduzione del sorteggio per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), individuandolo come l'unico strumento efficace per scardinare le logiche di potere interno ai palazzi di giustizia. Intervenendo a Napoli, nella storica cornice di Castel Capuano per l'incontro "La lunga storia del dibattito sulla Giustizia e sullo stato del diritto", il Guardasigilli ha tracciato una linea netta di rottura con il passato.

"Con il sorteggio si interrompe quel legame tra elettori ed eletti che ha portato a quella degenerazione correntizia che molti hanno lamentato", ha dichiarato Nordio, richiamando esplicitamente il trauma istituzionale dello scandalo Palamara. Secondo il Ministro, il sistema elettivo ha alimentato nel tempo un meccanismo di appartenenza che ha inquinato l'indipendenza dell'organo di autogoverno, trasformandolo in un terreno di scontro e spartizione tra le diverse correnti della magistratura.

Per smontare le critiche di chi ritiene il sorteggio un metodo poco professionale o "casuale", Nordio ha utilizzato un paragone tecnico basato sull'ordinamento vigente: "Il sorteggio è previsto nel nostro ordinamento addirittura nell’ambito delle commissioni che giudicano l’ingresso dei candidati in magistratura". Il Ministro ha spiegato che i magistrati incaricati di valutare i futuri colleghi nei concorsi pubblici vengono già scelti tramite estrazione a sorte.

"Quindi – ha concluso Nordio – se un magistrato sorteggiato è idoneo a giudicare chi deve entrare in magistratura, non si vede perché non dovrebbe esserlo a giudicare chi in magistratura c’è già". Con questa logica, il Guardasigilli punta a normalizzare la riforma, presentandola non come un salto nel buio, ma come l'estensione di un principio di imparzialità già presente e funzionante nel sistema giudiziario italiano.


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