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  • Martedì 21 Aprile 2026

Roma, il miracolo di Pietro: dopo il trapianto di cuore al Bambino Gesù il piccolo torna a casa

Il paziente di 8 anni era in attesa da un anno e mezzo. L'intervento, reso possibile da un farmaco rivoluzionario usato per la prima volta su un bambino, ha salvato una situazione clinica disperata.

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Dopo un lungo percorso durato un anno e mezzo, il piccolo Pietro, 8 anni, ha finalmente lasciato l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per tornare alla sua vita quotidiana.

Il bambino era stato sottoposto a un delicatissimo trapianto di cuore lo scorso 20 dicembre, dopo che la notizia dell'arrivo dell'organo era stata accolta con un'esultanza diventata virale in un emozionante video.

Dimesso domenica scorsa, Pietro gode ora di buona salute e ha potuto riabbracciare la normalità della sua casa, lasciandosi alle spalle i reparti dell'ospedale del Gianicolo dove aveva passato anche l'ultimo Natale, subito dopo il risveglio dall'operazione. Il successo dell'intervento non era affatto scontato a causa di una condizione clinica estremamente complessa.

La patologia di Pietro e i precedenti interventi avevano infatti scatenato una iper-sensibilizzazione del suo sistema immunitario, che produceva anticorpi pronti a rigettare immediatamente qualsiasi organo donato.

Per superare questo ostacolo insormontabile, l'equipe medica ha adottato una strategia d'avanguardia: è stato utilizzato, per la prima volta in ambito pediatrico, un nuovo farmaco capace di "disattivare" temporaneamente le cellule della memoria immunitaria, abbassando le difese quel tanto che bastava per consentire l'impianto del nuovo cuore.

La strategia si è rivelata vincente, permettendo al trapianto di andare a buon fine senza complicazioni immunologiche immediate.

Grazie a questa innovazione medica e alla tenacia dei sanitari, quello che sembrava un caso senza soluzione si è trasformato in una storia di rinascita. Ora per Pietro e la sua famiglia il periodo buio dell'attesa e della malattia diventa solo un ricordo, sostituito dal sorriso di un bambino che, grazie alla scienza e alla solidarietà, ha ricevuto la possibilità di guardare al futuro con ritrovata serenità.

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