
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 29 Aprile 2026
Salvini: "Libertà di spesa per famiglie e imprese come per le armi. Sul nucleare l'Italia deve correre"
Il vicepremier a tutto campo su economia e infrastrutture: "Meglio investire miliardi oggi che pagarne il doppio domani in cassa integrazione". No a nuovi debiti con l'UE, sì al contenimento delle accise.
In un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha chiarito la posizione del partito in vista del Documento di Finanza Pubblica.
“Non vogliamo un’uscita da nulla, siamo per una strada percorribile con fondi esclusivamente italiani, che richiede un ok dell’Europa”, ha esordito il Ministro, spiegando che la richiesta di flessibilità non mira a rotture ideologiche ma a interventi concreti.
“Noi proponiamo solo quello che si può fare, e che altri già fanno da anni. Premesso che l’Europa è per l’ennesima volta lenta e incapace di affrontare i problemi reali dei cittadini, come giustamente sottolineato anche dal presidente di Confindustria Orsini, alla luce della grave situazione internazionale e in base a norme europee esistenti noi chiediamo di poter investire tutte le risorse necessarie per aiutare famiglie e imprese in difficoltà per gli aumenti dei prezzi dopo la guerra in Iran. Quindi non si tratta di un’uscita da nulla, ma di una strada percorribile con fondi esclusivamente italiani, che richiede un ok dell’Europa”.
Salvini ha poi posto l'accento sulla disparità di trattamento normativo tra le diverse voci di spesa: “La Lega ritiene urgente che l’Europa conceda, ai Paesi che lo chiederanno, la stessa libertà di spesa straordinaria che oggi è prevista per l’acquisto di armi anche per aiutare famiglie e imprese ad affrontare i rincari di carburanti e bollette. Ci sono maggiori costi che rischiano di paralizzare il Paese, di far fallire aziende e di bloccare i consumi. Come possono non rendersene conto a Bruxelles?”.
Il leader leghista ha rivendicato la stabilità economica del Paese come base per questa richiesta: “La nostra responsabilità è confermata dai conti in ordine, dalla Borsa in crescita, dalla corsa all’acquisto dei BTp, dal miglioramento del rating e dallo spread, sceso a quota 80 oggi dai 236 del 2022. Ma la guerra in Iran ha scatenato un aumento dei prezzi eccezionale, che merita risposte rapide ed altrettanto eccezionali. Ce lo chiede l’intero sistema produttivo. Meglio investire miliardi oggi per superare questo momento e aiutare imprese e famiglie, che non spenderne il doppio fra sei mesi per aiutare migliaia di nuovi disoccupati e cassaintegrati”.
Sul fronte dei rincari energetici, il Ministro ha affrontato anche il tema dei trasporti e del fisco: “I tecnici dei ministeri ci stanno lavorando, sicuramente non verrà azzerato quanto abbiamo già fatto settimane fa, peraltro primo Paese in Europa ad agire in questo senso per contenere l’aumento di gasolio e benzina. A questo proposito è necessario scongiurare lo sciopero degli autotrasportatori proclamato per maggio: sarebbe un disastro economico. Le imprese hanno tutte le ragioni, come le compagnie aeree e di navigazione che stanno sostenendo costi pesanti. Sarebbe impensabile che Bruxelles ci impedisse di aiutarle”.
Infine, ha espresso una netta contrarietà a nuove forme di debito comune europeo, indicando invece la sovranità energetica come priorità: “Stiamo lavorando giorno e notte per spendere, e bene, i miliardi dell’attuale Pnrr, fra mille difficoltà di costi e di tempi. A un nuovo Pnrr dico di no. Significherebbe che l’Italia si indebiterebbe ancora con la stessa Ue, che oggi non permette di fare gli investimenti di cui abbiamo urgentemente bisogno, non solo per il caro-energia, ma ad esempio per la manutenzione e messa in sicurezza del territorio. Penso anche ad un grande piano di sviluppo dell’energia nucleare, senza il quale l’Italia non potrà mai avere la necessaria indipendenza energetica”.
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