
- Prima Notizia 24
- Sassari - Giovedì 2 Luglio 2026
Sardegna: Cala Finanza, governo revoca autorizzazione al gampling di lusso davanti a Tavolara
Todde esulta: "Vittoria della Sardegna contro le scorciatoie". FdI attacca: "Il Campo Largo scarica le colpe su Roma dopo aver approvato gli atti".
Dietrofront del governo sul contestato progetto di turismo extralusso a Cala Finanza, nel litorale di Loiri Porto San Paolo, proprio di fronte all'isola di Tavolara. Il Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi ha disposto la revoca ufficiale dell’Autorizzazione Unica Zes rilasciata il 6 febbraio scorso, che aveva dato il via libera all'installazione di un glamping di lusso da parte della società Tavolara Bay srl, facente capo al gruppo italo-brasiliano Jhsf.
Lo stop da Roma arriva a quarantotto ore di distanza dalla revoca in autotutela della delibera di indirizzo urbanistico da parte del Consiglio comunale gallurese e all'indomani di una massiccia manifestazione di protesta che ha visto scendere in piazza cittadini e associazioni ambientaliste sul promontorio.
Le istituzioni regionali hanno inoltre chiarito che l'istanza bloccata riguardava esclusivamente la struttura ricettiva all'aperto, mentre non è mai stata presentata alcuna documentazione ufficiale per il maxi resort ipotizzato nell'area. "La revoca è stata adottata proprio in ragione della sopravvenuta revoca, da parte del nostro Consiglio Comunale, della delibera di indirizzo del 25 novembre 2025", ha spiegato il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, rivendicando l'efficacia dell'azione municipale. "È una vittoria del principio di leale collaborazione tra istituzioni. È la dimostrazione che quando un Comune esercita con serietà e rigore le proprie prerogative, lo Stato sa ascoltare. E sa correggersi", ha aggiunto il primo cittadino.
Sulla stessa linea l'assessore regionale degli Enti Locali e dell'Urbanistica, Francesco Spanedda: "Si conferma ciò che la Regione sostiene fin dall'inizio. La questione non era essere favorevoli o contrari agli investimenti, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali. La pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie".
Netta la presa di posizione della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che ha rivendicato il passo indietro dell'esecutivo nazionale come un successo dell'autonomia isolana: "Su Cala Finanza abbiamo avuto ragione. La Sardegna ha avuto ragione. Il Governo ha provato a decidere al posto nostro ma ha dovuto arrendersi all'evidenza e fare un passo indietro, revocando l'autorizzazione Zes. Fin dal primo giorno abbiamo difeso la nostra posizione in ogni sede istituzionale perché sapevamo che erano in gioco principi fondamentali: il rispetto del nostro territorio, del Piano Paesaggistico Regionale e delle competenze che lo Statuto speciale attribuisce alla Sardegna".
La governatrice ha poi concluso precisando la linea della giunta sullo sviluppo economico: "Non è mai stata una battaglia contro gli investimenti o contro lo sviluppo: vogliamo progetti seri, sostenibili, capaci di creare lavoro e opportunità per i sardi. Le regole valgono per tutti e le procedure straordinarie non possono diventare scorciatoie: per questo continueremo a farle rispettare. E ogni volta che qualcuno proverà a decidere al posto nostro, troverà una Regione pronta a difendere, con determinazione e a schiena dritta, i diritti e la dignità della nostra Isola".
Il caso ha però scatenato un durissimo scontro politico, con l'opposizione di centrodestra che accusa la maggioranza regionale di incoerenza e propaganda. "Il Campo Largo prova a riscrivere la realtà su Cala Finanza. Prima approvano atti politici che cambiano il quadro urbanistico, poi, quando i cittadini si ribellano e il caso esplode, si prova a scaricare ogni responsabilità sul Governo nazionale", ha attaccato la consigliera regionale di Fratelli d'Italia, Cristina Usai, stigmatizzando la gestione della vicenda da parte della giunta Todde e dell'amministrazione locale.
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