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  • Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026

Scuola, caso liceo Cesena, Valditara: "Scrivere 'l'Italia agli italiani' è condivisibile"

"Nessuno può essere sanzionato per il pensiero politico. Avviata un'ispezione per verificare l'operato dei docenti".

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Il caso dei due studenti del Liceo "Monti" di Cesena, sanzionati dal consiglio di classe dopo aver esposto a scuola uno striscione con lo slogan "L'Italia agli italiani", approda in Parlamento e accende il dibattito politico sulla libertà di espressione negli istituti scolastici.

Rispondendo alla Camera a un'interrogazione presentata da Rossano Sasso durante il question time, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha preso apertamente le difese del contenuto del messaggio, annunciando al contempo un'ispezione ministeriale per fare luce sull'operato del corpo docente. Il ministro ha voluto chiarire la sua posizione sul piano politico e concettuale, legittimando la frase esposta dai due ragazzi e ricollegandola direttamente ai valori della coalizione di governo.

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile ma è senz'altro condivisibile poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo. Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta "l'Italia agli italiani", ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna", ha spiegato in Aula Valditara.

Pur premettendo che il ministero non possiede un potere di intervento diretto sulle valutazioni didattiche dei singoli consigli di classe, il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha spiegato che l'ispezione punta a verificare se i docenti abbiano travalicato i propri confini deontologici, legando la sanzione a un pregiudizio ideologico. "L'accertamento è volto a chiarire il rapporto tra la violazione delle regole scolastiche e il contenuto dell'elaborato assegnato agli studenti: vale a dire, se il Consiglio di classe, nell'assegnare un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stato in qualche modo condizionato dalla vicenda in questione e dallo striscione esposto.

Qualora all'esito dell'accertamento ispettivo dovesse emergere un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione utilizzata nello striscione, e non - come richiedono le norme da noi recentemente introdotte - con la violazione di regole di condotta scolastica, sarebbe certamente un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti", ha puntualizzato il ministro.

Valditara ha infine richiamato i principi cardine della sua recente riforma del voto di condotta e le garanzie storiche a tutela della popolazione scolastica, ribadendo che i provvedimenti disciplinari devono mirare esclusivamente alla responsabilizzazione degli studenti e mai alla censura politica. "La riforma prevede che i provvedimenti disciplinari abbiano una finalità educativa e tendano al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica; dunque, in nessun caso, può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. È lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti a stabilire che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico.

D'altronde abbiamo emanato una circolare molto chiara che invita a stimolare lo spirito critico, il pluralismo delle idee, il dibattito e a contrastare ogni forma di indottrinamento, partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia di educare a essere liberi: da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie", ha concluso il ministro dell'Istruzione.

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