Scuola e caro-energia: 2 studenti su 3 dicono no al ritorno della Dad

Un sondaggio di Skuola.net rivela il netto rifiuto della Generazione Z verso le lezioni da remoto. Solo il 35% è favorevole, spinto dal risparmio sui trasporti e dal caro-carburante.

(Prima Notizia 24)
Giovedì 09 Aprile 2026
Roma - 09 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Un sondaggio di Skuola.net rivela il netto rifiuto della Generazione Z verso le lezioni da remoto. Solo il 35% è favorevole, spinto dal risparmio sui trasporti e dal caro-carburante.

La maggioranza dei ragazzi rigetta categoricamente l'idea di tornare a fare lezione dietro uno schermo.

È quanto emerge da un instant poll svolto dal portale Skuola.net su oltre 1500 studenti attraverso le sue pagine social, dove ben il 65% degli intervistati si è detto assolutamente contrario a un ritorno della didattica a distanza per colpa del caro-benzina.

Questo dato conferma come gran parte degli studenti viva ancora con insofferenza e come un trauma non del tutto superato il ricordo dell'isolamento vissuto durante la pandemia.

Dalla lettura delle centinaia di reazioni sui social del portale emerge un mix di stanchezza e frustrazione. Molti ragazzi rifiutano un modello che ha già mostrato limiti didattici ed emotivi: "Non possiamo rimetterci noi studenti per i problemi del mondo, la DaD non è vera scuola", sentenzia un utente, riassumendo il timore di perdere nuovamente il contatto umano.

Altri sottolineano l'inefficacia dell'apprendimento digitale, ricordando che "davanti a un PC l'attenzione cala e non si impara nulla", mentre chi guarda al danno relazionale scrive: "Abbiamo già perso anni preziosi di socialità, non chiudeteci di nuovo in casa".

Esiste tuttavia una fetta minoritaria, pari al 35% dei votanti, che accoglierebbe con favore la chiusura delle aule per ragioni prettamente pragmatiche legate all'emergenza economica.

Per i pendolari, i rincari di treni e carburante sono diventati insostenibili: "Con quello che costa la benzina o l'abbonamento del treno per arrivare in istituto, stare a casa aiuterebbe non poco l'economia della mia famiglia", fa notare realisticamente un ragazzo.

Tra i "Pro-DaD" c'è anche chi apprezza i vantaggi quotidiani: "Almeno si dorme un'ora in più, non si gela alle fermate dell'autobus e non si inquina inutilmente".

Per questa minoranza, la crisi energetica potrebbe essere l'occasione per sdoganare definitivamente una scuola più ibrida e flessibile.


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