Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il lavoro da remoto torna al centro del dibattito come strategia per ridurre la domanda di petrolio e contrastare il caro-carburanti. Palazzo Chigi valuta le misure in base all'escalation in Medioriente.
Il lavoro da remoto torna al centro del dibattito come strategia per ridurre la domanda di petrolio e contrastare il caro-carburanti. Palazzo Chigi valuta le misure in base all'escalation in Medioriente.
Lo smart working, protagonista della fase pandemica e poi progressivamente ridimensionato, riemerge oggi come possibile scudo contro gli effetti economici della guerra all’Iran.
La crisi energetica e l'impennata dei prezzi dei carburanti hanno spinto l'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie) a inserire il lavoro da remoto nel decalogo per ridurre la domanda di petrolio, considerandolo una misura efficace quanto i limiti di velocità o le targhe alterne.
In questo contesto, il governo italiano sta studiando diversi scenari d'intervento, sebbene dai ministeri della Pubblica Amministrazione, dell'Ambiente e del Lavoro filtri estrema cautela: ogni decisione ufficiale dovrà essere collegiale e passare per il Consiglio dei Ministri.
La pressione dei sindacati si fa però sempre più insistente. Spostare ogni giorno 3,5 milioni di dipendenti pubblici, a cui si aggiungono i lavoratori del settore privato, incide pesantemente sui consumi nazionali di idrocarburi.
“La possibilità di aumentare il ricorso allo smart working ci sarebbe, ma purtroppo molte amministrazioni hanno ridotto il numero di giornate. Non si tratta di ritornare alla situazione pandemica, ma di prendere atto degli accadimenti degli ultimi giorni, perché andare a lavorare oggi ha un costo sempre maggiore. E i risparmi riguarderebbero anche la stessa pubblica amministrazione che avrebbe costi minori di gestione”, ha rilevato il segretario generale Fp Cgil Federico Bozzanca.
La Cgil ha già formalizzato la richiesta di un incremento del lavoro agile con una lettera indirizzata al ministro Paolo Zangrillo e ai vertici di Regioni, Upi e Anci. Nonostante il pressing, la linea del ministero per la Pubblica Amministrazione resta prudente.
Il ministro Zangrillo ha recentemente ribadito che “non è utile porre limiti generalizzati, perché ogni amministrazione deve essere in grado di valutare come utilizzarlo al meglio in base alla proprie caratteristiche ed esigenze”.
Tuttavia, mentre l'esecutivo monitora l'evoluzione del conflitto in Medioriente e le indicazioni dell'Unione Europea sulle misure di riduzione della domanda energetica, alcune realtà come l'Agenzia delle Entrate avrebbero già iniziato a muoversi in autonomia per massimizzare il ricorso alle modalità agili.
Per Bozzanca il margine di manovra è ampio, ma avverte: “Lo spazio per incrementare il numero dei giorni c’è. Occorrono innovazioni organizzative per questo incremento”.
APPUNTAMENTI IN AGENDA