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  • Mosca - Giovedì 16 Luglio 2026

Spazio: Russia e Iran preparano attacchi a Starlink

Contromisure elettroniche, armi laser e a microonde per neutralizzare i satelliti di Elon Musk che, secondo Mosca, garantiscono la superiorità a Kiev nel campo dei droni

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Russia e Iran starebbero approntando strategie volte alla neutralizzazione di Starlink, la rete satellitare di Elon Musk.

Lo riportano diversi media russi.

Secondo il senatore Dmitry Rogozin, la decisione a questo punto sarebbe solo politica.

L'agenzia di stampa iraniana Fars invece, l'IRGC - Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha confermato l'inserimento di tutti i beni di Elon Musk nella sua "banca degli obiettivi" ufficiale.

Secondo Teheran infatti, la costellazione di satelliti Starlink è un legittimo obiettivo militare, visto che viene regolarmente utilizzata dalle forze armate USA e israeliane in numerosissime operazioni contro la Repubblica Islamica, utilizzando Starlink e la rete militarizzata Starshield per controllare e dirigere i droni.

Gli ayatollah sostengono che le infrastrutture spaziali commerciali USA, vengono utilizzate per scopi militari, privandoli così del loro status giuridico puramente civile.

Le stazioni di terra di Starlink, che forniscono connessioni internet ai satelliti, sono ubicate in Israele, Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Oman, e sono quindi inserite tra i possibili obiettivi dell'Iran.

Anche la Russia starebbe cercando di "neutralizzare" le comunicazioni satellitari di Starlink, indicata dal senatore ed ex capo di Roscosmos, la NASA russa, Dmitry Rogozin, in un post su Telegram, come la responsabile principale della superiorità ucraina nel controllo dei droni, sottolineando che nella guerra moderna, la sicurezza e l'affidabilità delle comunicazioni, unite al controllo dei droni, sono diventati più importanti di carri armati e aerei.

Secondo Rogozin, Mosca conosce "diversi modi" per impedire l'accesso ai satelliti, ma la decisione può essere solo politica.

Le dichiarazioni di Rogozin arrivano in contemporanea alla pubblicazione di un'inchiesta di alcuni media europei sulla cooperazione tecnico-militare russo-cinese.

Secondo le intelligence NATO, Mosca e Pechino si sono confrontate sui metodi per contrastare Starlink, che vanno dagli attacchi informatici all'attacco diretto ai satelliti mediante sofisticati sistemi di guerra elettronica, armi laser e a microonde in grado di disabilitare i pannelli solari che li alimentano.

I media USA hanno già pubblicato da tempo un dossier sullo sviluppo di armi nucleari antisatellitari russe basate nello spazio.

Tuttavia sia a Mosca che a Teheran sono consapevoli che distruggere migliaia di dispositivi di Starlink, porterebbe a un conflitto diretto con gli USA.

Da qui l'esigenza di utilizzare a altri tipi di contramisure.

Si tratta di sistemi di guerra elettronica capaci di disturbare le postazioni di Starlink.

A tal proposito, secondo gli analisti occidentali, all'inizio del 2026 la Russia avrebbe trasferito a Teheran i sistemi sperimentali di guerra elettronica “Kalinka”.

Dalla fine del 2024, i russi hanno avviato lo schieramento su larga scala di sistemi come il Volna Kupol Garant, un dispositivo che genera interferenze mirate sulle frequenze di trasmissione e ricezione dati di uno specifico satellite.

Tali dispositivi creano una "zona morta" fino a 20 chilometri quadrati, togliendo a Kiev il controllo dei droni a medio raggio.

Secondo i gruppi di monitoraggio russi in Iran, quando questi dispositivi di disturbo entrano in funzione, le prestazioni dei terminali Starlink, installati illegalmente a Teheran, presumibilmente dall'intellicence israeliana, si riducevano del 70-80%, e si registrava una perdita di pacchetti (i piccoli frammenti digitali in cui viene frammentato qualsiasi file) fino al 40%, rendendo impossibile l'invio di video o il coordinamento di azioni.

Il secondo metodo consiste nell'intercettare i gateway di comunicazione (o stazioni di terra).

La distruzione dei gateway negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar disabiliterebbe temporaneamente l'intera costellazione satellitare sul Golfo Persico, impedendo la rapida trasmissione del traffico verso Internet a livello globale e rendendo inutilizzabili i terminali all'interno dell'Iran.  

Simili centri di comunicazione operano anche a favore dell'Ucraina dai Paesi NATO confinanti, ovvero Polonia, Lituania e Turchia.

La Russia non sembra intenzionata ad attaccarle in questa fase del conflitto.

Inoltre, i moderni satelliti SpaceX (V2 Mini e V3) comunicano direttamente nello spazio tramite laser.

Se un centro di ricezione ubicato in Qatar o in Polonia venisse distrutto, il satellite ritrasmetterebbe il segnale a un altro satellite, aggirando il blocco regionale.

Mentre a livello locale, sia in prima linea che all'interno di una singola area metropolitana, eventuali azioni di disturbo delle trasmissioni sarebbero altamente efficaci.

Di contro, neutralizzare tutto il sistema a livello globale o causargli danni irreversibili utilizzando esclusivamente postazioni terrestri risulta al momento non realizzabile.

Anche attacchi isolati risultano inutili visto che la costellazione Starlink comprende circa 9.600 satelliti e la società SpaceX sta rapidamente sostituendo quelli persi con nuovi.

Da questo viene fuori, secondo i media russi, che nonostante il successo locale della guerra elettronica, SpaceX utilizza efficaci contromisure, quindi in caso di una guerra totale, la Russia dovrà innevitabilmente attaccare nello spazio, i satelliti USA.

A tal proposito si starebbe preparando, ipotizzando anche l'uso di armi nucleari.

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