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  • Roma - Venerdì 11 Settembre 2026

Roma, si sfila il braccialetto elettronico e dà fuoco al negozio dove lavora la sua ex: arrestato 35enne

Attacco incendiario nella notte di Ferragosto al Fleming, distrutto il locale e danneggiata una palazzina. La Polizia incastra l'uomo e lo porta a Regina Coeli.

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Prima ha manomesso e rimosso il dispositivo anti-stalking che gli imponeva di stare lontano dall'ex compagna, poi si è diretto verso il posto di lavoro della donna per appiccare il fuoco. È la ricostruzione che ha portato all'arresto di un trentacinquenne romano, finito dietro le sbarre a Regina Coeli su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale della Capitale, a seguito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica e dalla Polizia di Stato.

I fatti risalgono alle tre del mattino di una notte poco prima dello scorso Ferragosto, quando un rogo di proporzioni devastanti ha divorato un'attività commerciale nel quartiere residenziale del Fleming.

L'incendio non solo ha raso al suolo il negozio, ma ha causato ingenti danni strutturali anche all'immobile posizionato al piano superiore. Un bilancio che avrebbe potuto assumere contorni tragici se la casa sopra il locale non fosse stata momentaneamente vuota.

L'episodio rappresenta il punto di non ritorno di una lunga scia di soprusi, intimidazioni e persecuzioni a cui la vittima era sottoposta da tempo, tanto da aver spinto i magistrati ad adottare misure di protezione a sua tutela dopo le denunce presentate: lo scorso giugno, nei confronti dell'uomo era infatti scattato il divieto di avvicinamento abbinato al monitoraggio a distanza tramite braccialetto elettronico.

A tradire il presunto responsabile sono state proprio le traccia informatiche del dispositivo: i rilievi tecnici effettuati dagli agenti del XV Distretto Ponte Milvio hanno confermato che l'indagato si era liberato dello strumento di controllo proprio nella finestra temporale in cui divampavano le fiamme.

I riscontri raccolti sul posto dai poliziotti e coordinati dai pm di piazzale Clodio hanno chiuso il cerchio, permettendo al gip di contestare i gravi indizi di colpevolezza ed emettere la custodia cautelare in carcere, eseguita dagli stessi investigatori di Ponte Milvio.

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