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- Roma - Mercoledì 26 Agosto 2026
Tabacci contro le primarie del centrosinistra: "Vicenda ridicola, l'alleanza si fa con un programma serio"
L'ex deputato dem boccia il ricorso al voto dei gazebo per risolvere le spaccature interne alla coalizione e invita i leader dell'opposizione a ritrovare la capacità di sintesi politica.
Presa di posizione di Bruno Tabacci sulle dinamiche e sulle prospettive strategiche del centrosinistra. In un'intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, l'esponente politico, di recente uscito dal gruppo del Partito Democratico alla Camera, ha espresso perplessità sull'utilità delle consultazioni di base per definire leadership e perimetro politico dell'alleanza.
"Tutta questa vicenda delle primarie è davvero ridicola. Le primarie non possono essere una sorta di ordalia: la coalizione non prende forma dalle primarie. Su tante cose, penso ad esempio alla politica estera, i partiti non sono d'accordo e pensano di risolverla in questo modo", evidenzia l'ex parlamentare.
A fronte dell'ipotesi di annullare la consultazione, Tabacci traccia un percorso alternativo richiamando le esperienze della storia politica italiana: "Si fa un programma serio e condiviso e si sceglie una persona che lo incarni. Pensi a Romano Prodi: fu scelto come unificatore della coalizione, le primarie servivano a rafforzarlo".
L'analisi dell'ex deputato si allarga poi alla gestione della linea politica e al dibattito interno ai partiti dell'opposizione. "Non do consigli a quelli che si credono già formati: possono sbagliare da soli. Dopo la vittoria del referendum c'è stata la manifestazione di Napoli, poi il dibattito sulla cultura woke. Ma scherziamo…", sottolinea l'esponente centrista all'indirizzo dei vertici della coalizione.
In conclusione dell'intervento, Tabacci rivendica il valore della responsabilità delle forze di governo e della mediazione istituzionale: "Ora non si può pensare di scaricare sul popolo questioni fondamentali che non si riescono a dirimere. Noi democristiani guidavamo il Paese come potevamo ma lo facevamo".
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